Una foto su Instagram in tenuta da gioco, come non se ne sono viste in questi giorni di ritiro a Seefeld. E in sottofondo una canzone di David Bowie, interpretata dai Nirvana. Nicolas Viola ha voglia di mandare messaggi a chi lo conosce, magari proprio attraverso le parole di Bowie. “The man who sold the world”, ovvero “L'uomo che vendette il mondo”, una canzone che il cantautore londinese scrisse affermando che “c'era una parte di sé che stava ancora cercando”. Uno stato interiore di irrequietezza dovuto al momento fisico poco lieto, all'intervento al ginocchio avvenuto proprio ieri a Innsbruck, a quella parola apparsa su Instagram la sera dei festeggiamenti al teatro Romano: “Resilienza”, ovvero la capacità di un essere umano di adattarsi ad un nuovo evento e superarlo.
L'intervento chirurgico arriva in concomitanza con la votazione della Lega di B relativa ai migliori elementi del passato campionato. Nel centrocampo dei sogni, insieme a Pobega del Pordenone e Benali del Crotone, c'è lui, Nicolas Viola, il “fine-dicitore” giallorosso, il mancino sublime, capace di centrare il proprio record di segnature nella prima parte del torneo, quella prima del “lockdown”: 27 partite giocate, 9 gol, 6 assist. Poi il periodo di lontanaza, quel ginocchio che fa le bizze e non gli consente di giocare un solo minuto delle partite che sentenziano la promozione in A del Benevento. E' evidente che anche un finale così tormentato non ha cambiato la sostanza: per Nicolas rimane un campionato da ricordare, con un paio di gol da cinetaca, quello alla Salernitana, i due al Trapani, la punizione contro il Pordenone. Premio dunque meritatissimo in un momento in cui il sorriso si vede a stento sul suo volto. E' il calcio, che dà e toglie. Serve “resilienza”, come lui stesso ha detto e magari quelle parole finali di David Bowie nella canzone che ha scelto come sottofondo: “Non abbiamo mai perso il controllo, siete di fronte all'uomo che vendette il mondo”.
