Benevento, ora il lavoro di sintesi

Troppe assenze, il giudizio bisognerà darlo quando saranno tutti disponibili

benevento ora il lavoro di sintesi
Benevento.  

Il rammarico più grande di Superpippo è che di queste gare ne avrebbe voluto giocarne almeno altre tre. Non c'è null'altro che faccia comprendere meglio di una partita, sia pure amichevole, quello che va e che non va in una squadra. I tre test che mancano all'appello il Benevento li aveva messi in programma: Imst, Shalke 04, Roma. Sono tutti saltati via, uno dopo l'altro, quasi sempre per colpa del Covid. Così si è arrivati a giocare la prima amichevole stagionale addirittura una settimana prima che iniziasse il campionato. E, a questo punto, bisogna anche benedire il rinvio della partita con l'Inter. Sabato prossimo, invece che contro la squadra di Antonio Conte, la strega se la vedrà ancora in amichevole contro la Lazio e sarà qualcosa di più che una semplice sfida in famiglia tra i fratelli Inzaghi, perchè quello che conterà di più sarà la sintesi del lavoro svolto finora. 

Contro la Reggina il Benevento ha mostrato luci ed ombre. La squadra di Toscano ha ambizioni da vendere e giocatori che hanno calcato a lungo le platee di serie A. Il test, insomma, era di quelli importanti ed esserne venuto a capo è senz'altro un aspetto più che positivo: “Non dobbiamo perdere l'abitudine a vincere”, ha sottolineato Inzaghi. Perchè lui è un pragmatico e anche in amichevole la vittoria non è mai un dettaglio. Avrebbe voluto che i suoi fossero più cinici all'attacco e che quei due gol divorati da Sau e Caprari fossero stati realizzati.

In fondo anche fallire delle occasioni di questi tempi può essere visto come un segnale positivo: l'importante è costruirle, poi si arriverà anche a concretizzarle (basti pensare all'amichevole tra Bologna e Entella giocata due ore prima di quella del Vigorito e terminata 0-0...).

Dare giudizi su una partita che non assegna punti è sempre un esercizio complicato. Nel primo tempo soprattutto qualcosa non ha girato per il verso giusto e spesso i quattro del centrocampo reggino hanno messo in difficoltà i tre di quello giallorosso: per quell'uomo in più, ma anche per questioni di ritmo. L'intelaiatura è la stessa dello scorso campionato: due mediani a schermare la difesa (Schiattarella ed Hetemaj), un centrocampista a fare l'elastico tra la metà campo e l'attacco (Ionita). I meccanismi vanno perfezionati (ovviamente), ma forse nel contesto generale è mancato un po' di fosforo, quello che è stato in grado di dare lo scorso anno Nicolas Viola.

Qui apriamo un'altra parentesi: quella relativa agli assenti. Contro la Reggina mancavano capitan Maggio, Viola, Tuia e Volta, oltre ai due “nuovi” Lapadula e Dabo. Senza contare che Caprari è entrato in campo solo a mezz'ora dalla fine. Si capisce che molti di quelli che abbiamo nominato dovrebbero essere protagonisti del campionato della strega e farne a meno non è certo un dettaglio. Per questo, lo ripetiamo, ben venga il rinvio della partita con l'Inter e una nuova amichevole contro un avversario di grosso rango come la Lazio.

Di tempo per migliorare ce n'è, anche se il lavoro di sintesi richiede grande rapidità in un campionato che non ammette ritardi. Vale per tutti, il Benevento sa cosa deve fare.