Questo Benevento può crescere e dare soddisfazioni

Serve equilibrio nei giudizi e trovare tutto quello che ha funzionato di più e di meno

questo benevento puo crescere e dare soddisfazioni
Benevento.  

La parola chiave questa sera è “equilibrio”. Serve alle squadre per trovare la quadratura tattica, serve ai critici per avere sempre la misura esatta dei loro giudizi. 

Per commentare Lazio-Benevento serve equilibrio. Il senso della misura, insomma. Non lasciarsi andare a gioie sfrenate, né tantomeno ammantarsi di pessimismo. Ecco l'equilibrio, che serve a dare la giusta dimensione ad ogni cosa.

Quella dell'Olimpico era un'amichevole e il risultato, si sa, non conta nulla. Però se si esce dalla sfida contro la Lazio, che presenta tra le sue fila la “scarpa d'oro” europea, senza prendere gol, tutto questo avrà certamente un suo significato.

Una cosa pensiamo di poterla dire: quello che affronterà il prossimo campionato di A non sarà il Benevento sprovveduto di tre stagioni or sono. All'Olimpico si sono viste tante cose buone, insieme a tante altre da migliorare. E sarebbe strano se non fosse così. Intanto la coppia centrale formata da Glik e Caldirola comincia a ritrovarsi anche nei movimenti. Foulon ha regalato conferme, Letizia è in crescita, anche se ancora in ritardo di preparazione.

A centrocampo Superpippo ha fatto qualche variazione sul tema: con Schiattarella a schermare la difesa, ha schierato Ionita a destra e Dabo a sinistra. Per essere la prima volta che i tre giocano insieme, bisogna dire che il settore nevralgico ha funzionato abbastanza bene.

Il 4-3-2-1 era chiuso da Insigne a destra, Caprari a sinistra e Moncini al centro. Nessuno dei tre ha ciccato l'appuntamento romano, ma tutti e tre hanno bisogno di limare qualche difetto di “fabbrica”. Proprio sui piedi (e sulla testa) dei tre sono arrivate le migliori occasioni, ma nessuno è riuscito a fare centro. Moncini è saltato fuori tempo su un cross di Letizia, Caprari ha colpito troppo debolmente di testa da due passi, Insigne ha voluto cercare una soluzione complicatissima quando ormai Strakosha gli aveva già chiuso l'angolo di tiro. Gli errori di un'amichevole fanno sì che non si sbagli più in partita. Almeno è quello che si spera.

L'altra faccia della medaglia è una Lazio che ha qualche linea di condizione più bassa del Benevento, oltre che l'assenza di giocatori del calibro di Luis Alberto, Milinkovic Savic e Muriqi, il centravanti albanese prelevato dal Fenerbahce. Ovvio che mancasse anche l'esterno mancino Fares, altroacquisto imminente di Lotito. E' ovvio che la strega possa usufruire in questi momenti di una condizione fisica migliore, ma anche già di una bella armonia tattica. La speranza è che questo livello di condizione possa consentire per molto al Beneventi di essere migliore delle avversarie.

Ovvio che la squadra vada ancora rifinita, senza contare che nella ripresa sono entrati in campo capitan Maggio e Lapadula (oltre a Sau, Hetemaj e Improta), certamente due che non scalderanno la panchina.

In definitiva la sfida dell'Olimpico ha messo il sorriso sul volto di Superpippo. Non solo perchè è stato un intero pomeriggio con “Mone”, ma perchè contro una squadra che lotterà per lo scudetto, il suo Benevento non ha sfigurato. Il viatico è ottimo, bisogna solo continuare così.