Ultimamente ci siamo riscoperti tutti un po' gufi... Il calcio è il regno della superstizione, una macumbra verso un avversario pericoloso nessuno ce la potrà mai negare. Eppure negli ultimi tempi le “gufate” non vanno più a segno. Prendete ieri sera la Fiorentina a Verona: sofferenza inifinita in avvio, poi i viola sciolti verso una vittoria che neanche il loro più inguaribile dei tifosi avrebbe predetto. Il tifoso no, le agenzie di scommessa sì. Perchè loro analizzano scientificamente una partita e se pagano 2.60 la vittoria del Verona, a fronte di 2.75 della Fiorentina (il pari a 3.20), un motivo deve pur esserci. Il motivo sono le motivazioni. Zero quelle dei veneti, infinite quelle dei viola.
Il fatto è che quando si diceva che nel girone di ritorno si giocasse un altro campionato è solo in parte vero. Nel senso che a cavallo tra andata e ritorno c'è stata sicuramente una trasformazione epocale, ma dal contesto bisogna estrapolare le ultime dieci partite. Il “terzo campionato”, per dirla in breve. Tutto diverso, niente più ha una logica.
Bisognerebbe entrare nella mente dei calciatori, nei loro stimoli, nall'interesse a conquistare una posizione o quanto, in realtà, se ne freghino. Viene fuori un altro torneo, strettissimo, in cui la parte preponderante la farà lo stato mentale.
Ecco allora che gufare non ha più senso. Bisogna solo sperare che la propria squadra abbia spirito e fisico per affrontare questo finale che lascia senza respiro. Come dire che chi fa per sé...
Eccoci al Benevento, insomma. Questa sera si tuffa nel suo terzo campionato stagionale. Il Genoa ha tutto l'interesse per non farsi soggiogare, vuole vincere. Dopo i giallorossi ha lo Spezia: le vincesse entrambe arriverebbe in un colpo solo a quota 38, sarebbe praticamente salvo. Anche la strega guarda con interesse al duplice impegno, quello di stasera e quello di domenica (lunch match): dopo Marassi avrà l'Udinese al Vigorito. L'occasione è più unica che rara, perchè dopo bisognerà mettere nel conto di doversi fermare di nuovo a San Siro col Milan e a Bergamo con l'Atalanta. Testa al match col Genoa, senza pensare ad altro. Non conviene aspettare di conoscere quello che avranno saputo fare gli altri, questa volta conta solo ciò che si saprà fare in proprio. Serve un Benevento da “bosco e da riviera”, che sappia cioè cavarsela in qualsiasi circostanza, che sia in grado di far la guerra quando serve e colpire di fioretto al momento opportuno. Se ci riuscirà, bene. Altrimenti sarà persino inutile appellarsi ai risultati degli altri.
