Abbiamo trascorso una stagione intera ad ipotizzare la quota salvezza, senza pensare che il calcio è un gioco il cui attrezzo principale è una palla che rotola e qualche volta, al di là dell'abilità di chi la calcia, va dove vuole. D'altro canto basterebbe dare un'occhiata agli ultimi anni della serie A per rendersi conto che ogni campionato ha avuto la sua storia, senza mai tracciare un solco unico. L'anno scorso, quante volte l'abbiamo detto, il Lecce scivolò in B con 35 punti. Il Genoa quart'ultimo ne fece 38. Ma è accaduto anche di salvarsi con molto meno. Come nella stagione 2016/17, quella in cui il Benevento vinse il campionato di B ai play off. In A si consumò il dramma dell'Empoli che dilapidò un bel vantaggio sulle ultime tre accumulato all'andata e retrocesse a 32 punti, consentendo al Crotone di salvarsi addirittura a 34. La quota più bassa degli ultimi 20 anni.
Dalla più bassa alla più alta. Pellicola riavvolta fino al 2004/05, ovvero quando la serie A tornò ad essere a 20 squadre. Al terz'ultimo posto finirono in tre: Bologna, Parma e Fiorentina. Pensate un po', tutte a 42 punti (Brescia, penultimo, retrocesso a 41)! Fiorentina salva per la classifica avulsa, Bologna e Parma allo spareggio, che salvò i ducali e spedì in B i bolognesi.
Come si vede, i conti che si fanno in avvio sono il più delle volte disattesi dalla realtà. Anche oggi si prova a fare qualche calcolo, ma la realtà dice che bisogna andare in campo solo per vincere. Ci si salva solo così. E a quattro giornate dalla fine non potrebbe essere diversamente. Quando si avvicinano le fiamme dell'inferno si trovano forze insperate.
E' quello che si spera possa accadere al Benevento, su cui nessuno sembra voglia più scommettere. Tantomeno i bookmaker che quotano la caduta dei giallorossi in B appena 1.45/1.50 la posta che si scommette, a fronte di 5.00/5.25 del Cagliari. Ma, si sa, le quote delle agenzie seguono un criterio razionale, che nel calcio spesso non esiste.
Ecco perchè il Benevento non deve assolutamente assorbire lo scetticismo che è cresciuto intorno a sé. Il calcio è lo sport del “clamoroso al Cibali” o della vittoria dei giallorossi all'Allianz. E' uno sport in cui l'imponderabilità regna sovrana e non sempre chi è favorito taglia il traguardo per primo. E' la ragione per cui la squadra giallorossa deve continuare a crederci con tutte le sue forze e pensare, come è scritto in calce alla foto scattata dopo la vittoria all'Allianz, che “Bisogna volere l'impossibile, perchè l'impossibile accada”.
