Che storia quella di Caserta, dall'incidente da bambino fino alla serie A

A 18 anni si districava tra il Karate e l'attività di parrucchiere, poi il grande calcio

che storia quella di caserta dall incidente da bambino fino alla serie a
Benevento.  

Quella di Fabio Caserta è una storia che merita di essere raccontata. Non solo perché dimostra come, con la giusta determinazione, si possa riuscire a scalare la vetta partendo dal nulla, ma anche come risollevarsi dopo episodi che segnano nel profondo la vita. 

INCIDENTE - Il nuovo tecnico del Benevento ha rischiato di morire a otto anni, quando si è trovato coinvolto in un incidente stradale insieme al nonno. I due erano a bordo di un'Ape, prima di essere travolti da un Ducato che li ha schiacciati contro il muro. Provvidenziale l'intervento del nonno che l'ha preso in braccio prima dell'impatto, in modo da salvargli la vita. In molti lo davano per spacciato, tanto che i medici dissero alla madre che ormai non c'erano più speranze. La voglia di vivere e la perseveranza della signora Maria hanno permesso di giungere, fortunatamente, a un epilogo diverso. 

KARATE - La carriera di Caserta nel mondo del calcio è iniziata tardi. Si è dedicato al Karate, ma l'ha lasciato per problemi con il proprio Maestro, il quale non gli permetteva di salire di livello: "Gli ho lasciato la mia cintura marrone e me ne sono andato". Poi il parrucchiere a diciotto anni, insieme al fratello Raffaele: "Probabilmente sarebbe stato il mio lavoro se non avessi fatto il calciatore". 

CALCIO - A diciotto anni cominciò a vivere una esperienza con il Locri, tra la Juniores e il campionato d'Eccellenza: "Fino ad allora giocavo solo per strada - ha sottolineato Caserta - non mi interessava molto" La svolta avvenne con il passaggio all'Igea Virtus, in serie C2, nel 2000. Lì è nato il Caserta calciatore. Quattro anni dopo, gli giunsero le chiamate di Teramo e Catania. Gli abruzzesi offrirono molto di più rispetto ai siciliani, ma la categoria era diversa. In rossoblu, nonostante un ingaggio nettamente inferiore, l'aspettava la serie B. Il padre lo spinse verso questa soluzione, invitandolo a non rincorrere i soldi. Fu la scelta giusta, visto che Caserta conobbe poco dopo la massima serie con il Catania, ma anche con Palermo, Lecce, Atalanta e Cesena. Nel giro di dieci anni si ritrovò dallo svolgere l'attività di parrucchiere a quella di calciatore di serie A. 

GRAVE LUTTO - Trascorse gli ultimi anni di carriera nella Juve Stabia. Nel 2013 fece i conti con un grave lutto, la perdita del fratello Raffaele che perse la vita in un incidente stradale. Un episodio che segnò molto il tecnico giallorosso. 

ALLENATORE - Chiuse la carriera da calciatore in gialloblu, per poi diventare tecnico della Juve Stabia dopo aver cominciato come collaboratore di Gaetano Fontana. Con le vespe conquistò una promozione in serie B, ma tra i cadetti retrocesse nell'anno successivo. Fatale la sosta causata dal Covid, considerato che prima del lockdown versava in una condizione di classifica positiva. Nella passata stagione la vittoria del campionato a Perugia e adesso l'inizio dell'esperienza sannita, dove Caserta avrà modo di allenare una compagine ambiziosa e desiderosa di costruire un progetto duraturo.