Benevento, Palermo: "Lavoriamo per essere il serbatoio della prima squadra"

Il responsabile del vivaio: "Ripongo i miei sogni in questi ragazzi. L'under 17 ci ha inorgoglito"

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Benevento.  

Il nuovo ciclo del Benevento si baserà su una sinergia sempre più costante con il settore giovanile. Non che prima già non ci fosse, ma sarà maggiormente approfondita per creare un bacino da cui la prima squadra potrà continuare ad attingere. Una strategia più volte sottolineata dal presidente Vigorito nel corso degli ultimi interventi, in cui ha messo in risalto l’importanza “di partire dal basso” in modo da “non costruire i grattacieli sulle sabbie mobili”. Parole di un certo peso che il responsabile del vivaio, Diego Palermo, ha commentato così: 

“Ci danno maggiore forza per lavorare ancora di più in futuro. Il nostro obiettivo è quello di portare i ragazzi in prima squadra. Vincere i campionati è bello, ma ci vogliono tempo e duro lavoro per far sì che un bambino diventi uomo. Siamo determinati a proseguire al meglio la sinergia continua con la prima squadra, arrivando a contare almeno due o tre elementi in pianta stabile nella rosa di Fabio Caserta”. 

Che impressione ti ha fatto questo allenatore? 

“L’ho incrociato spesso in passato da avversario, ma è chiaro che in certe occasioni si ha un altro tipo di rapporto. In conferenza stampa mi è sembrato molto umile e di poche parole. L’impressione è stata ottima. Ha voglia di lavorare e fare bene. Mi auguro che possa fare il meglio per tutti e che il vivaio possa aiutarlo attraverso i suoi elementi migliori”. 

Un obiettivo già raggiunto negli ultimi anni. Si ricordano in tal senso i vari Brignola, Rillo, Sparandeo, Pastina, Di Serio, così come Sanogo.

“Alcuni hanno giocato di più, altri di meno. Hanno avuto modo di vivere esperienze bellissime che credo gli cambierà anche il futuro. Passare in prima squadra è un qualcosa di diverso e dimostra che il lavoro svolto da tutti, a partire dai magazzinieri fino ad arrivare al presidente, è stato positivo. Per noi è un aspetto fondamentale. Mi viene la pelle d’oca quando vedo un ragazzo esordire in serie A o in B. Io non ci sono mai riuscito da calciatore, quindi ripongo i miei sogni in loro”. 

Il Benevento si è confermato tra le migliori d’Italia con l’under 17. Quanto vi ha inorgoglito questo traguardo?

“Tantissimo, soprattutto perché sulle spalle avevamo un anno e mezzo di Covid che ha condizionato e non poco il nostro lavoro. I ragazzi hanno affrontato un girone difficile contro squadre forti come Napoli e Pescara. Per differenza reti siamo arrivati terzi nelle migliori prime del meridione, affrontando poi il Bologna in trasferta. E’ stata un’ulteriore esperienza importante. In Emilia ero circondato da responsabili e da addetti ai lavori di altre squadre che reputavano i rossoblù tra le candidate alla vittoria sia come forza dell’organico che per quanto speso dal club. Tutti ci hanno fatto i complimenti. La partita è stata tirata, sull’1-1 abbiamo avuto un’occasione clamorosa con Maiese che poteva portarci in vantaggio a venti minuti dalla fine. Chissà come sarebbe finita se avesse segnato, ma va benissimo così.  Al termine della gara mi sono complimentato con tutti. Questo settore giovanile sta dando soddisfazioni anche per quanto riguarda i risultati: ricordo i play off con il Milan di due anni fa, così come la final four dell’under 16. E’ una bella piega che ci inorgoglisce, soprattutto perché arriviamo a giocarci dei traguardi importanti in partite secche contro società forti che spendono molto più di noi”. 

L’under 17 sarà una buona base per la prossima Primavera. Ci saranno dei cambiamenti negli staff tecnici? 

“Presto avremo un incontro con il presidente Vigorito. Abbiamo le idee chiare su cosa proporgli, vedremo cosa ne pensa. L’eventualità è di continuare con lo stesso staff. La nostra filosofia prevede di giocare fuori quota, permettendo ai più grandi di farsi le ossa fuori. Vogliamo costruire una base solida con questa squadra che ha dimostrato molto in campo”. 

Parlavamo della pandemia. Ci sono i 2005 e i 2006 che non giocano da due anni… 

“E’ impossibile dare un senso a questa stagione. Oltre a questo discorso, bisogna andare anche a quelli che precedono queste categorie che si troveranno dalla scuola calcio all’under 15 nazionale senza aver giocato. Stiamo vedendo cosa fare, ma sarà dura. Cercheremo di riconfermare tutti proprio perché sono ingiudicabili. Parleremo anche singolarmente per capire le varie necessità. La maggior parte resterà a Benevento: è una sorta di premio che meritano per le difficoltà riscontrate nelle ultime due annate”.