Oliva, un cuore giallo-rosso-grigio: "Sarà una gran partita"

L'ex preparatore dei portieri del Benevento, alessandrino di nascita, presenta la gara di domenica

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Benevento.  

Tra Serravalle Scrivia e Alessandria ci sono meno di 20 chilometri. Nel piccolo centro che sorge alle falde dell'Appennino Ligure, a metà strada tra Torino e Genova, è nato Sabino Oliva, vecchia conoscenza dei tifosi giallorossi. Preparatore di portieri, metodi innovativi, impegno maniacale. La sua ascesa non è stata rapida nel mondo difficile del calcio, ma dopo i tanti anni trascorsi a Benevento, ha continuato a girovagare fino a giungere nella capitale e vestirsi di nuovo di... giallorosso. Alla Roma è stato per tre anni nel settore giovanile, apprezzato moltissimo da Fonseca, che lo avrebbe voluto con sé al Totthenam insieme a Marco Savorani. Alla fine non se n'è fatto niente, neanche per quell'ipotesi suggestiva di fare il secondo a Nuno Santos, il preparatore portoghese che Mourinho ha voluto con sè al posto di Savorani. Sabino cambierà ancora una volta destinazione, da girovago consumato, lo aspetta una nuova esperienza in C a Seregno. 

Tifoso da sempre dei “grigi” di Alessandria dove ha cominciato la sua carriera di preparatore (“... figurati che quando io cominciavo ad allenare, Longo giocava nell'Alessandria...”), ma legatissimo al Benevento, dove ha trascorso una parte importantissima della sua carriera (lui corregge: “... della vita, non della carriera...”). Il destino ha voluto che il “rendez vous” avvenisse praticamente subito, proprio all'esordio in campionato.

Il cuore diviso a metà... penderà da una parte?

“Beh, è difficile davvero. Ad Alessandria praticamente ci sono nato e lì è cominciato tutto anche dal punto di vista della carriera. Benevento però è stata una tappa fondamentale della mia vita professionale, nel Sannio sono stato sei anni e mezzo ed è un periodo che non si può dimenticare. Diciamo che farò il tifo perchè nessuno perda. E' la cosa più semplice da dire: facciamo un bell'ics, anche se so che poi i tifosi del Benevento mi manderanno a quel paese..”

Il ricordo di Benevento è intatto...

“Sarò per sempre grato alla città di Benevento e a Ciro Vigorito, a cui ero legato in maniera particolare. Lui mi stimava molto, me lo faceva sentire anche quando faceva il duro. Soprattutto non voleva che facessi il diplomatico, voleva che dicessi sempre le cose come stavano. Ho sempre stimato e voluto bene anche al presidente Oreste: è riuscito a rimanere per tanto tempo alla guida della società e a portare il Benevento dalla C2 alla serie A, è davvero tanta roba. Dei miei sei anni e mezzo nel Sannio ci si potrebbe scrivere un libro. Sono rimasto legato alla città e alla persone che ho conosciuto”.

A Benevento hai iniziato allenando Ghigo Gori. Il portiere tarantino ha appeso i guanti al chiodo ed ora è lui il nuovo preparatore dei portieri giallorossi. Come te lo aspetti in questa nuova veste?

“Ghigo ha accumulato tanta di quella esperienza che non potrà che fare bene. Lui ha un pregio che supera tutti gli altri: riesce a dare grande serenità a chi lavora con lui. E' stato sempre un ragazzo sereno e nel nostro mondo non se ne trovano tanti così. E poi è uno che studia e si migliora: metterebbe lo stesso impegno in serie A come in terza categoria, gli faccio un grande in bocca al lupo. A lui e a Chiavelli”.

Domenica i “grigi” saranno di scena al Vigorito contro i giallorossi. Come finirà?

“Non voglio fare pronostici. Il Benevento è molto forte e spero possa tornare al più presto in serie A, perchè il presidente merita questa soddisfazione. L'Alessandria si riaffaccia dopo 46 anni in serie B, per me che ho vissuto quella realtà è qualcosa che mette i brividi. Conosco Moreno Longo, so di che pasta è fatta. Direi che i suoi giocatori hanno vinto i play off da “grigi”, perchè per vincere devi sempre soffrire. Del resto è una cosa che a Benevento conoscono benissimo. Pensa che quest'anno ho allenato Farelli, quarto portiere alla Roma. Magari non tutti lo ricordano, ma era in porta quel giorno disgraziato della finale col Crotone. Di tanto in tanto mi punzecchiava e mi ricordava quella data...”.

Che partita ti aspetti...?

“Sono convinto che sarà una bellissima partita. Il Benevento di Caserta punta alla vittoria in campionato, Moreno è allenatore preparato che, oltre all'aspetto tecnico-tattico, riesce ad essere un gran motivatore. L'Alessandria in fondo lo rispecchia in pieno, è una squadra tosta che non usa molto il fioretto. Spero ci sia tate gente al Vigorito, perchè sono convinto che si divertirà. Io proverò a vederla in Tv, magari al ritorno sarò al Moccagatta. Almeno lo spero...”.

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