Rastelli: "Benevento, occhio alle matricole"

Il tecnico: "Chi è rimasto dopo la retrocessione deve lavorare con lo spirito giusto"

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Benevento.  

Massimo Rastelli non è tra i venti allenatori che cominceranno il prossimo campionato di serie B. Dopo l'esperienza alla Spal, il tecnico sarà costretto a visionare la cadetteria da casa, in attesa di una nuova chiamata che possa rimetterlo in gioco. Si è comunque fatto una idea abbastanza chiara su quelle che sono le forze in campo del torneo cominciato ieri sera con l'open day tra Frosinone e Parma: 

Mi auguro – esordisce Rastelli – che questo sarà un campionato avvincente ed equilibrato. Ai nastri di partenza ci sono tante squadre costruite per obiettivi importanti. Abbiamo le tre retrocesse Benevento, Crotone e Parma, oltre a quelle formazioni che lo scorso anno erano delle corazzate ma non sono riuscite a salire, come Monza e Lecce. Lo stesso Brescia potrà dire la sua, basti vedere l'operazione Palacio: è stato un segnale abbastanza forte. Non mancheranno le sorprese, di cui sicuramente ne uscirà qualcuna tra le neopromosse Alessandria, Como, Ternana e Perugia. Interessante anche la Reggina. Insomma, ci sono tante squadre che possono sperare di fare un qualcosa di importante”. 

Il Benevento ha cambiato guida tecnica e anche molti calciatori, ma al momento sono rimasti calciatori top per la categoria come i vari Glik, Ionita e Lapadula. Cosa ne pensa del lavoro fatto finora? 

“Si è creato un giusto mix. Vorrei soffermarmi su coloro che sono retrocessi, di cui reputo fondamentale la mentalità con la quale dovranno affrontare questo campionato. Ho vissuto una situazione del genere anche a Cagliari, dove i confermati si misero a disposizione con tanta determinazione. Senza questo aspetto, si rischia di fare fatica e potrebbe anche influenzare il rendimento della squadra. A questi è necessario metterci vicino calciatori di categoria, come fatto dal Benevento attraverso il mercato”. 

Domani c'è l'Alessandria. Come prevede questo incontro?

“Sembra una frase fatta, ma è la verità: la serie B è una battaglia. Tutte le domeniche te la devi conquistare. Non sarà un incontro facile, soprattutto perché all'inizio le neopromosse vivono di entusiasmo, hanno una mentalità ben definita e non hanno nulla da perdere. Nelle prime settimane rappresentano sempre una mina vagante. Il Benevento dovrà stare attento, anche se i pronostici sono tutti dalla sua parte”. 

Crede che il livello della serie B si sia alzato rispetto agli altri anni?

“Sicuramente, anche se la differenza con la serie A è ancora evidente. Ci sono, come detto, molte squadre attrezzate per vincere. Il livello si è alzato sotto l'aspetto della qualità e del gioco, mentre tanti anni fa c'erano squadre o calciatori che prediligevano l'agonismo. Adesso in tanti fanno un bel calcio, mostrando delle idee ben precise. La serie B permette a tutti di sperare, i sogni non sono preclusi per nessuno. Basti vedere il Cittadella: nessuno scommetterebbe un euro su questa squadra in estate, ma poi si ritrova sempre a un soffio dalla promozione. Credo che sia l'esempio lampante sulla natura di questo campionato”.