Marano: due sogni nel cassetto

Il centrocampista promette al papà magistrato di laurearsi e ai tifosi sanniti la serie B

Benevento.  

Un padre magistrato con la passione per la Juve Stabia. Francesco Marano non ha quasi avuto scelta: quando decise di fare il calciatore dovette promettere che non avrebbe mai girato le spalle ai libri. E Ciccio (unico diminutivo di Francesco concesso agli amici più cari) ha saputo coniugare sport e studio come meglio non si può: a ottobre o al massimo a gennaio arriverà la laurea in giurisprudenza, quella che farà felice papà Catello in toga. Ancora prima è arrivata la chiamata di una squadra importante come il Benevento, e lì è riuscito ad appagare l’orgoglio del genitore appassionato di calcio. Un figlio per due carriere, distinte e separate, l’una mai disgiunta dall’altra. “Ci vuole passione per entrambe – spiega Francesco – d’altra parte mio padre mi portava a vedere la Juve Stabia che ero ancora piccolo. Come avrei potuto non innamorarmi del calcio?”. E con le vespe ha fatto tutta la trafila delle squadre giovanili, fino ad esordire in prima squadra. C’era quando Braglia portò i gialloblù in serie B a scapito nei play off prima del Benevento e poi della Cisco Roma, non c’era l’anno dopo in cadetteria, quando le vespe lo prestarono all’Aversa Normanna: “Grande esperienza”, ammette. Poi è arrivata la Casertana. E con essa la maturità. “A Caserta l’anno scorso abbiamo giocato un ottimo campionato, avremmo potuto cogliere un risultato migliore, ma il campo ha dato quel verdetto che alla fine va accettato”. Ora si ricomincia nel Sannio con una miriade di compagni della scorsa stagione: Cruciani, Mattera, Bianco, Cissè. E’ come stare a casa… “Bè è chiaro che ritrovarsi con tanti giocatori che già conosci e meglio, ma anche gli altri ragazzi sono eccezionali. Ho subito legato con tutti”. Marano centrocampista, un modo di interpretare il calcio che disegna il carattere del ragazzo di Castellammare: “Sono un centrocampista di corsa, di movimento, ma credo di sapermela cavare anche col pallone tra i piedi. Finora ho giocato quasi sempre in un centrocampo a tre, ora col mister dovrò giocare diversamente. Ma non c’è problema, mi sto trovando benissimo”. Grande contenimento, ma anche incursioni devastanti: “Faccio valere il fisico. L’interdizione è la cosa che mi riesce meglio, ma un paio di gol all’anno riesco sempre a realizzarli. Ne ho fatto uno in allenamento l’altro giorno, ma spero di segnare quelli importanti”. Mezza giornata di riposo ha permesso ai giallorossi di riprendere fiato dopo sette giorni di gran carriera. Ora si andrà fino in fondo alla settimana prima di poter staccare di nuovo la spina. Marano non ne fa un problema: “Conoscevo i metodi del mister, anche se non ero mai stato prima d’ora un suo allievo. Credo che il suo curriculum parli per lui. E’ un vincente e noi speriamo tanto che ci conduca fino al traguardo finale”. Per Francesco Marano è l’inizio di una stagione importante, che può regalargli due grandissime soddisfazioni, nel calcio e nella vita di tutti i giorni: “E’ proprio così, ci spero. Magari cominciamo dalla laurea per un fatto temporale, poi chissà che non possa arrivare anche l’altra soddisfazione, quella che nel Sannio aspettano da anni. Io ci spero, questo è un anno importante e voglio giocarmelo alla grande”. 

Da Roma Franco Santo