Il Benevento secondo Auteri

E' la settimana delle prime scelte in vista della Tim Cup contro il Tuttocuoio

Benevento.  

Lo aveva anticipato lo “special one” che l’amichevole col Fiumicino non avrebbe regalato alcuna indicazione per il futuro. Il lavoro di sintesi è ancora lontano, se volete avere un’idea di ‘squadra base’ dovrete attendere ancora un po’. Non parlategli di gerarchie, lui non l’ha fatto neanche con i ragazzi: in questi giorni di ritiro romano si è solo lavorato, non c’è stato il tempo per sentirsi “titolari” o “riserve”. “Nelle mie squadre vale sempre la meritocrazia, qui bisogna sposare un progetto, avere il senso di appartenenza. E poi il campionato è ancora così lontano”. La Lega Pro inizierà il 6 settembre, ma da qui ad una settimana c’è la Tim Cup. Si farà già sul serio, anche se la competizione tricolore serve alle formazioni di serie C esclusivamente per una vetrina, magari solo fino a ferragosto. Eppure l’arrivo di una competizione ufficiale spinge verso un primo lavoro di sintesi. E allora ritornano alla mente tutte le prove fatte nelle lunghe giornate del Mancini Park Hotel. Quelle esercitazioni tattiche ripetute fino alla noia, prima per la fase difensiva, poi per quella offensiva.

3-4-3, non si scappa, il modulo è quello: sarà l’interpretazione a renderlo diverso a seconda delle situazioni. Occupazione degli spazi, inserimenti da dietro, grande velocità, mai un momento di staticità. Per avere tutte queste caratteristiche si dovrà essere sempre al meglio fisicamente. Ecco perché contro il Fiumicino il tecnico di Floridia non si aspettava nulla di diverso: “Abbiamo lavorato talmente tanto, che non potevo certo chiedere di essere anche brillanti”. Ha battuto tanto su alcuni punti base: se si perde il pallone bisogna subito rincorrere l’avversario per recuperarlo, quando si passa la sfera ad un compagno occorre farlo con forza e determinazione, senza che l’altra squadra possa capire dove inserirsi. Movimenti in sincrono, difesa, centrocampo e attacco. E soprattutto ogni giocatore deve saper fare sempre la sua parte, che sia un “titolare” o un “rincalzo” (parole che non piacciono allo special one). Intercambiabilità e grande spirito di sacrificio, ecco quello che chiede ai suoi uomini. E’ sicuro di avere tanta qualità in organico, perché solo chi sa giocare al calcio può fare le giocate che desidera lui.

Siamo alla prima fase di sintesi. Volente o nolente, tra sei giorni dovrà scegliere un undici titolare, un capitano, sette uomini di panchina e almeno undici giocatori da mandare in tribuna: Bonifazi salterà sicuramente la prima, probabilmente anche Bianco che non è ancora al meglio. Out anche Gori che è squalificato. Insieme a loro resteranno certamente fuori anche Doninelli, Som e Montini, deputati a cambiare casacca; poi ci sono i ragazzi provenienti dalle giovanili Porcaro, Tazza, Joof e siamo a quota nove. L’ultima scrematura dovrà indicare altri due giocatori, tra quelli che hanno giocato contro il Fiumicino.

C’è una settimana di tempo per fare le prime scelte, almeno sei sedute di allenamento da mercoledì a sabato per chiudere il primo cerchio. Dopo poco più di due mesi dal terribile pomeriggio col Como siamo già pronti a ricominciare.

Franco Santo