Tim Cup addio. Con un pizzico di amarezza, ma senza gli strepiti della scorsa stagione. Perché, in fondo, finisce come l’ultima volta in cui si è messo piede in questo stadio. Vincono gli ospiti, toscani questa volta e non lombardi, con un tiro di Tempesti che passa sotto il corpo di Piscitelli. Il risultato non è dei più giusti, in fondo a determinarlo in maniera definitiva è l’espulsione di Mattera, piuttosto severa decretata dall’arbitro Di Ruberto. Rimane negli occhi la serata inoperosa del giovane Werther Carboni, il portierino del Tuttocuoio classe 96. E non è un buon segnale. Anche se alla prima stagionale può capitare di tutto, persino di perdere contro la squadra di una frazione del comune di San Miniato.
Squadre pressochè speculari, sanniti e toscani con la difesa a tre e con un centrocampo folto: si differenziano solo nella fase offensiva, dove i giallorossi di casa presentano il tradizionale tridente e Lucarelli si affida a capitan Colombo e all’ucraino Shekiladze. Il Benevento è appesantito dai carichi di lavoro dello “special one”, non c’è brillantezza nelle giocate, spesso il pallone rimane tra i piedi dei giocatori che sono tutt’altro che sciolti nei movimenti. E’ il calcio d’agosto, quello che Auteri chiama “calcio alla rovescia”. Marotta mostra una condizione ancora approssimativa, eppure è lui ad avere la migliore palla gol del primo tempo dopo una triangolazione pregevole con Mazzeo.
Convince la difesa. Lucioni, a cui la squadra concede la fascia di capitano, mostra già una condizione invidiabile e al suo fianco Mattera e Mucciante non sbagliano quasi niente.
A centrocampo piedi un tantino ruvidi, ma molto movimento e tanto lavoro. Del Pinto conferma quanto di buono ha mostrato in ritiro a Roma e nella prima partita amichevole col Fiumicino. Ha una forza fisica prorompente e una spinta eccellente. Se il buongiorno si vede dal mattino sarà uno dei punti di forza della squadra giallorossa in questa stagione. Al suo fianco, dopo la rottura con De Falco, serve un giocatore con un piede più “educato”, anche se Marano corre dal primo all’ultimo minuto e non gli si può rimproverare nulla.
L’eccessiva severità del nocerino Di Ruberto, inficia la prova della ripresa. Con un uomo in meno ogni cosa diventa complicatissima, anche in considerazione del caldo e della fatica. Ci vuole il miglior Piscitelli a evitare la capitolazione, anche se proprio il giovane portiere milanese non è irreprensibile sul gol di Tempesti. Peccato, la nuova avventura di Auteri sulla panchina giallorossa avrebbe meritato una sorte migliore. Invece è arrivata un’eliminazione che alla prima di Tim Cup non era mai arrivata prima d’ora. Ora il Benevento avrà tempo per insistere sul piano fisico e su quello tattico. Non ci saranno più partite ufficiali fino al 6 settembre. C’è solo da lavorare duro e farsi trovare pronti per il campionato.
Franco Santo
