Campobasso e Cava de’ Tirreni, due facce della stessa medaglia. La tentazione maggiore è quella di trovare le differenze tra una squadra e l’altra, ma non è quello che farà Auteri che invece proverà a unire i punti come in un “flow free” per iniziare quel lavoro di sintesi inevitabile per regalarsi le scelte definitive. Lo “special one” ha una squadra competitiva in ogni reparto e dopo 26 giorni di preparazione è solo a metà del pieno di carburante che serve per l’inizio del campionato.
Campobasso e Cavese sono stati due ottimi banchi di prova, formazioni che in D si presentano con ambizioni da vendere, che valgono senza tema di smentita squadre da tranquilla salvezza in Lega Pro. Il Benevento ha convinto in entrambe le partite, mostrando differenze sostanziali tra le due formazioni. A Campobasso sono state create occasioni da rete in quantità industriale, molte delle quali sono state fallite per un pizzico di imprecisione e per la bravura del portierino molisano. A Cava ci sono state meno occasioni, ma più gol, maggiore cinismo, più mestiere. Quella del Selvapiana ha vissuto nel silenzio irreale di uno stadio chiuso per una inagibilità delle strutture che si vede a occhio nudo, al Lamberti i crismi di una partita vera, con tanto di tifo e clima da derby.
Difesa. Abbiamo l’impressione che nel reparto arretrato il Benevento possa dormire sonni tranquilli. Ha una batteria di gente esperta che dovrebbe garantire il massimo della solidità, da Lucioni a Mucciante, da Padella a Mattera, a Pezzi. E due giovani di talento e di sicuro avvenire come il sannita Porcaro e l’ex torinista Bonifazi. Al Lamberti Porcaro si è regalato un gran gol di testa, ma il trio difensivo del secondo tempo è parso più efficace e meglio assortito (Mattera-Padella-Bonifazi) rispetto a quello del primo tempo che vedeva guidare il reparto proprio al giovane sanleuciano con Padella a destra e Mattera a sinistra. Pezzi a Campobasso ha mostrato di poter fare sia il difensore di destra che il centrocampista. Ma della sua duttilità si sapeva. In quanto a Lucioni e Mucciante sembrano sin d’ora i due punti fermi su cui disegnare la difesa.
Centrocampo. Una coppia da battaglia a Campobasso (Vitiello e Agyei), una di fosforo a Cava (De Falco e Del Pinto). Assente il solo Marano. Non hanno cercato fronzoli i due del Selvapiana, formando una bella barriera a centrocampo. Piace Vitiello e la sua ritrovata condizione fisica. E’ il giocatore che maggiormente è mancato al Benevento dello scorso anno. Se sta bene è un giocatore capace di fare la differenza. La sorpresa di Cava è stata quella di De Falco. Il centrocampista anconetano, alle prese con il rinnovo del contratto, ha giocato senza condizionamenti, come sa fare. E’ un giocatore ritrovato sul piano fisico e, questo non lo scopriamo ora, ha una grande visione di gioco. Meno brillante Del Pinto, ma di questi tempi può capitare una giornata in chiaroscuro. Nella batteria dei centrocampisti dovrebbe esserci anche Cruciani, ma finora Auteri lo ha quasi sempre utilizzato da esterno di attacco. L’ex casertano è comunque giocatore di grande duttilità e il bel gol segnato a Campobasso sta a dimostrare che potrà essere utile alla causa in ogni parte del campo.
Esterni. Melara, Mazzarani, Ciciretti, Di Molfetta, lo stesso Cruciani. I primi due dovrebbero essere i cosiddetti “titolari”, ma i giovani premono con convinzione. Melara e Mazzarani sono ancora dietro nella condizione, il primo per struttura fisica, il secondo per un fastidio che si è portato appresso in ritiro a Roma. Ma sono due giocatori di sicuro affidamento. In quanto a Ciciretti e Di Molfetta, bè, loro hanno dato una vivacità incredibile al gioco della squadra al Selvapiana. Dribbling secchi, conclusioni, grande predisposizione a cercare la profondità. Avrà di che scegliere lo “special one”.
Attaccanti. Il più in forma è senza dubbio Mazzeo. Il giocatore di Torrione ha voglia di riscatto e riesce a muoversi a suo agio negli schemi di Auteri. Cresce Marotta, che ha ancora un conto in sospeso col gol, ma che comincia a muoversi come vuole il tecnico e sembra trovarsi a meraviglia con Mazzeo. Un po’ indietro Campagnacci, ma è questione di struttura fisica: a Cava ha trovato il gol e si è proposto tante volte sulla sinistra con efficacia. Gli serve più pragmatismo. Stesso discorso per Cissè. A Campobasso si è mosso molto meglio di quanto aveva fatto col Tuttocuoio. Ha attaccato gli spazi e non ha giocato solo in orizzontale. Ha sbagliato gol facili, ma quelli arriveranno con una brillantezza fisica migliore.
Franco Santo
