Brocchi: "Di Molfetta è già da serie A"

"Peccato avesse davanti a sè giocatori di livello assoluto. Gli servono 30 partite in Lega Pro"

Benevento.  

Dipendesse da Salvatore Di Somma nella sua campagna acquisti ci sarebbero sempre quattro-cinque ragazzi di belle speranze, giovani d’avvenire da affiancare a gente più esperta: “Sono quelli che danno un pizzico di sale in più al calcio di Lega Pro. Sono la variabile incalcolabile per una squadra che punta in alto, soprattutto se sono giovani importanti”. E’ talmente convinto della sua teoria che ha nel mirino un altro giovane di grandi prospettive, addirittura un nazionale under 20. Se son rose fioriranno. Per ora si gode le scelte già fatte. Una di queste si chiama Davide Di Molfetta, l’ultimo arrivato in casa giallorossa. Per il 96 rossonero un’amichevole convincente a Campobasso, ma con tanto di cancelli chiusi al Selvapiana, per cui la massa degli sportivi beneventani non ha potuto ancora ammirarlo neanche in allenamento. E allora per il ragazzo di Sesto San Giovanni conta ancora la grande fiducia che nutre in lui lo staff milanista. Certo, lo hanno mandato a Benevento per farsi le ossa, ma soprattutto per riprenderselo pronto per la serie A. Lo afferma senza peli sulla lingua Cristian Brocchi, allenatore della Primavera rossonera, intervistato ieri in esclusiva da MilanNews. Ha presentato la sua nuova squadra Primavera, quella dei 98 che vengono dalla squadra Allievi, partendo dal passato: “In realtà, prendendo i singoli giocatori, tra di loro non ci sono ancora i vari Mastalli, Calabria e Di Molfetta che erano giocatori molto più avanti rispetto a quelli che ci sono adesso. Molti ’98, in prospettiva, possono diventare come loro e, speriamo, anche qualcosa di più”. Tra i ragazzi della sua Primavera solo Calabria è finito nella rosa di prima squadra, ma Brocchi tesse le lodi anche di qualcun altro… “Non mi sono stupito di Calabria perché ritenevo lui, Mastalli e Di Molfetta pronti per quel salto. In realtà sono convinto che Masta e Di Mo abbiano bisogno di fare 20-30 partite in campionati veri per poter arrivare dalla porta principale in prima squadra. Ritengo invece che Calabria per una questione di ruolo e una questione tecnico-tattica, fosse più indirizzato verso la prima anche perché rispetto a lui Ale e DiMo avevano dei compagni-avversari più pronti e più completi davanti”. Belle parole quelle di Brocchi per il talento rossonero che ha destato l’interesse di Di Somma e Auteri. Non ci fossero stati giocatori di livello già assoluto in prima squadra nel suo ruolo, anche Di Molfetta avrebbe fatto il salto nel Milan che conta. La maglia giallorossa può essere il trampolino di lancio che gli potrà consentire di guadagnarsi quella più prestigiosa della squadra di Mihajlovic.

Franco Santo