Il Benevento si è ringiovanito

Età media leggermente più bassa, ma la differenza la fa l'incidenza delle nuove giovani leve

Benevento.  

A guardare le statistiche non sembra un cambiamento epocale, ma andando a scavare più nel profondo si può ben capire che il nuovo Benevento è più verde di quello precedente. Partendo dall'età media, leggermente più bassa rispetto a quella dello scorso anno, non si ricava granchè. Nella passata stagione eravamo intorno ai 26 anni, quest'anno ci si attesta sui 25 e mezzo. Insomma, stando ai numeri non si tratta di un abisso. Diverso è il discorso relativo all'incidenza dei vari giovani all'interno del progetto e al loro ruolo non più marginale. Lo scorso anno a contribuire notevolmente all'abbassamento dell'età media erano infatti tanti ragazzi che non avrebbero poi trovato mai spazio in campionato tra le fila della prima squadra. E' il caso di Frasciello (classe 1993), Di Kanouté (1993) e di Bassini (1994). Quest'ultimo, fatte salve sporadiche apparizioni in spezzoni di gara si è visto poco, tanto da essere poi ceduto in prestito all'Ischia a gennaio e in seguito svincolato. Quest'anno invece -  oltre a Calvaruso che così come la scorsa stagione ricoprirà il ruolo di terzo portiere - si annoverano diversi nomi destinati a poter fare la differenza nonostante l'età. Basti pensare ad Amato Ciciretti che è un classe '93 o addirittura a Davide Di Molfetta, classe '96. Pedine su cui Auteri punta fortemente per la stagione che verrà così come è forte l'attenzione su Karim Bonifazi e Davide Porcaro, entrambi del '96 e considerati alternative più che valide ai mostri sacri della difesa Mucciante, Mattera, Lucioni e Padella.  E poi basta dare un'occhiata al reparto offensivo che ha affrontato il Campobasso per rendersi conto della strada tracciata. Di Molfetta-Cissè-Ciciretti, neanche settant'anni in tre. Questo fa capire che al di là delle qualità dei più esperti Marotta, Mazzeo e Campagnacci le opzioni ad Auteri non mancano affatto. 

Francesco Carluccio