Il Commissario della Lega Pro dice che questo calendario s’ha da fare e farlo in fretta non è neanche il male peggiore, perché altrimenti si sarebbe dovuto aspettare dicembre per stilarlo. In fondo – spiega - cosa può contare se ci sono società che hanno subito solo il primo grado di giudizio nello scandalo del calcio scommesse? Che importanza può avere se sono in attesa del secondo grado e poi eventualmente del terzo, quello con cui il Coni proverà a mettere la parola fine anche su queste storture del nostro football. Forse. Già, forse. Chi può dire oggi quante cose potranno ancora accadere tra qualche giorno? Miele spiega con grande serenità che nei suoi calendari ci saranno una X, una Y, forse anche una Z e una W. E speriamo si fermi lì.
Già, ma dove le metterà tutte queste lettere? A caso evidentemente, senza tener conto di chi poi le sostituirà. Così, se oggi mettesse l’Entella nel girone A e domani si ritrovasse – come sembra scontato - coi liguri in B e il Catania in Lega Pro, ne scaturirebbe che gli etnei sarebbero inclusi nel girone settentrionale. Stesso ragionamento per Teramo e Ascoli: i marchigiani vanno in B, gli abruzzesi in D. Al loro posto – ipotizziamo - viene ripescato il Taranto: andrà nel girone B, of course. A meno che non si voglia rifare nuovamente il sorteggio dei calendari. Un bel guazzabuglio. Miele farà bene ad accendere fin d’ora un cero alla dea Eupalla, magari con un po’ di fortuna potrebbe ritrovarsi le sostituzioni giuste anche dal punto di vista geografico. Ma la curiosità rimane: come faranno a stilare i gironi in assenza dei nomi di cinque-sei squadre? Dove le toglieranno? Al Nord, al Centro o al Sud?
Ieri c’è stato il Consiglio di Lega. Il Benevento era rappresentato da Salvatore Di Somma. Nulla è stato detto sui gironi da stilare, solo Miele dopo la chiusura dei lavori ha ribadito col suo volto pacioso che la mattina del 27 si sorteggeranno i calendari. S’è parlato della famosa lista dei 24 per accedere ai contributi: è cambiato l’elastico relativo al numero degli under. Prima il minimo consentito era di 5 e il massimo di 8. Ora il massimo passa a 10. Ci sarà qualche squadra che proverà ad utilizzare tutti gli under che può, per arraffare quanti più contributi sia possibile. La cifra globale da spartire non sarà ricchissima, ma le squadre più piccole proveranno a farne incetta, sacrificando il risultato sportivo sull’altare dei contributi. E’ stato sempre così, è una guerra tra poveri.
Il grande Barnum della Lega Pro sta per mettersi in moto. La speranza è che non sia tutto un bluff e che tra i ricorsi per gli scandali del calcio scommesse e quelli che saranno presentati per riportare il format a 60 squadre non si debba rifare tutto. Compreso gironi e calendario. Non sarebbe un bel modo per iniziare la nuova stagione.
Franco Santo
