Lo stupore nel vedere all'opera il Benevento, l'incredulità di trovarsi zero a zero al termine della prima frazione, i commenti di gusto e gli apprezzamenti su questo o quel calciatore giallorosso. Lavello ieri ha accolto la strega con garbo ed eleganza cullando perfino il sogno di evitare la goleada. Troppo giovane la squadra allenata da Principio Caprioli da poter reggere l'urto per l'intero arco del match. Con un po' di fortuna e un pizzico di caparbietà le cose nel primo tempo erano andate bene, poi i valori sono emersi già dal trentaquattresimo secondo della ripresa, quando De Falco ha liberato un destro imprendibile per Russolillo e ha aperto le danze. A fine gara l'allenatore lavellese era comunque soddisfatto nonostante il 6-0 al passivo. "Domenica abbiamo il match con il Rionero per il primo turno di Coppa Italia di Eccellenza, dovremo dare il massimo soprattutto per i nostri tifosi. Ho preferito inserire tanti giovani perchè giocando contro una grande squadra come il Benevento possano rendersi conto davvero di cos'è il calcio professionistico e magari riflettere bene sulla strada da prendere in futuro". Caprioli non è solo un allenatore, ci mancherebbe. Nella vita di professione fa l'insegnante di educazione fisica. "Insegnare a questi ragazzi prima di tutto la disciplina è il mio dovere, poi viene il resto. Certo, a Rionero voglio vincere perchè sarebbe il modo migliore per iniziare la stagione".
Una squadra professionistica a Lavello mancava da vent'anni. Il Benevento, in particolare, dalla prima giornata del campionato '74/'75, ma di fronte non c'erano i padroni di casa. In quel frangente i giallorossi furono ospiti del Barletta e persero 2-0. Si giocava in campo neutro. Non un grandissimo ricordo in realtà, ma era il primo campionato di C dopo la promozione dai Dilettanti e al termine della stagione i sanniti si piazzarono quarti. Insomma, vista così non è niente male. E non è stato niente male anche il clima respirato in questa cittadina di 13.600 abitanti che fonda gran parte della sua economia sulla filiera prodotta dalla Fiat e dal vicino stabilimento di San Nicola di Melfi. "Per fortuna la disoccupazione non è estesa dalle nostre parti. Così come per tutta la Basilicata l'unico problema sono le infrastrutture e i trasporti - prosegue Caprioli -. Le nostre trasferte sono tortuose e complesse. Peccato, perchè il nostro è un territorio ricco che non viene per nulla valorizzato. Si vive bene e si mangia bene, cosa potremmo desiderare di più?". A fine gara l'allenatore del Lavello ha anche omaggiato simbolicamente Salvatore Di Somma e la dirigenza giallorossa con una fornitura di vino rosso. "Vi assicuro che è buonissimo", ha detto sorridendo nel consegnare le bottiglie al direttore sportivo. Di Somma ha accettato con simpatia, coltivando magari la speranza che quel vino possa tornare utile per brindare a qualcosa di importante.
Francesco Carluccio
