Oggi il Coni può strappare i calendari di Lega Pro

Il Coni ha rigettato il ricorso per ripristinare il format a 60. Sabato i campionati partono

Benevento.  

Dalle 10,30 di questa mattina negli uffici del Collegio di Garanzia del Coni ci sarà un andirivieni di società di calcio pronte a ricorrere contro la propria Istituzione, la Figc. Seregno, Sambenedettese, Forlì, Gubbio, Taranto, Viterbese, Fondi e chi più ne ha più ne metta: sono le società che chiederanno di riportare il format della Lega Pro a 60 squadre, dopo che Tavecchio ha deciso di riformarlo, senza che fosse previsto nelle Noif, riducendolo a 54 unità. Loro da una parte, Teramo, Lamezia e Torres dall’altra: abruzzesi, calabresi e sardi chiedono invece che vengano annullate le sentenze della Corte Federale d’Appello che li ha retrocessi rispettivamente in Lega Pro e in serie D. Una giornata lunga e complicata per l’ex Ministro Frattini, che del Collegio di Garanzia è presidente.

Tavecchio sembra mostrare tranquillità, ritiene che non si possa dar ragione a queste società che non hanno alcun diritto a chiedere il ripescaggio in Lega Pro. “Per andare nel campionato superiore bisogna vincere sul campo”, ha detto al termine del Consiglio federale di due giorni fa. Ed ha anche aggiunto a mò di monito, che se il Coni dovesse dar ragione nella sostanza alle società ricorrenti, lui accoglierebbe le nuove società come ha fatto con Albinoleffe e Pordenone: imponendole per ottenere il ripescaggio una tassa a fondo perduto di 500mila euro, oltre alla fideiussione di 400mila e i quasi cento di iscrizione. Un milione tondo tondo da avere nelle casse societarie, prima ancora di dar fondo a qualche altro spicciolo di euro per adeguare la squadra alla nuova categoria. L’editto di Tavecchio serve a scoraggiare le società che vogliono rimettere piede in Lega Pro per via burocratica: d’altro canto se il Coni può dar ragione alle ricorrenti sul format, per quel che riguarda i criteri di ripescaggio comanda la Lega con quel fondo perduto, che Albinoleffe e Pordenone hanno pagato, e contro cui nessuno ha prodotto ricorso.

Sarà una giornata lunga nelle stanze del Coni, durante la quale si corre il rischio di strappare i calendari già diramati e di ricominciare tutto daccapo, con nuove iscrizioni e nuovo mercato per almeno sei società. Se invece il collegio di garanzia dovesse respingere ogni ricorso, allora si prenderà atto che Tavecchio, coi suoi modi rudi, avrà avuto ragione. E si potrà anche cominciare a giocare, con qualche ombra inevitabile in questo calcio degli anni duemila sempre più sindacabile e chiacchierato.

frasan

Aggiornamento ore 15.00

 

Dibattimento serrato nella lunga mattinata. La Figc ha difeso le sue scelte ed ha sottolineato la differenza tra questa eventuale sentenza e quella dell’anno scorso che vide aver ragione il Novara, difeso dall’avvocato  Di Cintio, lo stesso che ora porta avanti la tesi del Seregno. “L’anno scorso ci fu imposto di mettere a concorso il 22° posto in B che non era stato messo a concorso prima. Quest’anno non è così perché tutti i posti mancanti sono stati messi a concorso. Lo stesso Seregno ha partecipato alla possibilità di essere ripescato, ma non aveva i requisiti e la sua richiesta è stata respinta. Non si può continuare all’infinito”.

La discussione si è chiusa intorno alle 13,30 e il Collegio di garanzia si è ritirato per deliberare sul ricorso del Seregno che ha chiesto di tornare al format a 60 squadre e su quello di Sambenedettese, Gubbio e Forlì contro il versamento della tassa a fondo perduto di 500mila euro. Pare che sia complicato da parte dei legali del Coni smontare le tesi presentate dai ricorrenti, ma la battaglia, è evidente, si gioca molto e soprattutto sul piano politico. La Figc vuole che i campionati di Lega Pro abbiano inizio sin da sabato.

Ultimo aggiornamento ore 20

Il Coni ha rigettato il ricorso del Seregno sull'allargamento del format della Lega Pro a 60 squadre. Ha vinto la politica, ha vinto la Figc. La Lega Pro rimane a 54 squadre, tra due giorni partono i campionati.

Ecco il dispositivo della sentenza del Collegio di Garanzia del Coni

Il Collegio di Garanzia dello Sport (composto da Franco Frattini,  Dante D’Alessio, Mario Sanino, Massimo Zaccheo e Attilio Zimatore) ha pronunciato la seguente ordinanza collegiale: “Nel giudizio iscritto al R.G. n. 47/2015, presentato, in data 25 agosto 2015, dalla società Unione Sportiva Dilettantistica 1913 Seregno Calcio S.r.l., rappresentata e difesa dagli avv.ti Cesare Di Cintio e Federica Ferrari contro la Federazione Italiana Giuoco Calcio - F.I.G.C. – rappresentata e difesa dagli avv.ti Luigi Medugno e Letizia Mazzarelli avverso la delibera del Presidente Federale del 7 agosto u.s., con la quale è stato fissato il termine entro il quale le società interessate alla sostituzione, ai sensi dell'art. 49, lett. C, NOIF, della società F.C. Castiglione S.r.l., rinunciataria al Campionato Divisione Unica Lega Pro, devono presentare le domande ed effettuare i relativi adempimenti, al fine di consentire alla Lega Nazionale Dilettanti di esprimere la nona squadra da promuovere in Lega Pro, nella parte in cui prevede l'integrazione dell'organico del suddetto campionato con un solo posto, invece di disporre l'integrazione di tutti i posti rimasti vacanti per un totale di sette e sino alla concorrenza della sessantesima squadra avente diritto; Pag 2 visti gli atti del ricorso; uditi, nell’udienza del 3 settembre 2015, gli avv.ti: Cesare Di Cintio e Federica Ferrari per la società Unione Sportiva Dilettantistica 1913 Seregno Calcio S.r.l.; Luigi Medugno e Letizia Mazzarelli per la FIGC; udito, nella successiva camera di consiglio dello stesso giorno, il Relatore, prof. avv. Attilio Zimatore; considerato che la società ricorrente aveva, nei termini prescritti, presentato la domanda di ripescaggio; considerato che detta domanda era stata respinta per mancanza di alcuni requisiti di parte della squadra stessa e che avverso il provvedimento di respingimento nessun tempestivo ricorso risulta presentato dalla società interessata; considerato dunque che l’organico attuale del Campionato di Lega Pro non risulta essere l’effetto di un’indelebile, autoritaria riduzione con provvedimento federale, ma rappresenta la presa d’atto che soltanto le squadre con i requisiti erano iscrivibili ed il numero delle stesse non raggiunge le sessanta unità; che di conseguenza l’attuale numero di cinquantaquattro squadre rappresenta e dà atto della situazione effettiva di coloro, e non altri, che avevano titolo ad essere iscritte al campionato di Lega Pro; Respinge l’istanza cautelare invocata. Così deciso in Roma, nella sede del Coni, in data 3 settembre 2015”.