Da spensierato appassionato del Napoli a premuroso presidente del Benevento. Fabrizio Pallotta confessa che il salto nel mondo calcistico dirigenziale gli procura più di un’emozione e che la prima volta sarà certamente speciale. Il presidente sarà domenica a Rieti per assistere all’esordio della squadra giallorossa contro la Lupa Castelli Romani. Spera di bagnare con una vittoria e da buon napoletano fa già i debiti scongiuri: “Bè un po’ spuntati in avanti siamo (Cissè e Campagnacci fuori gioco, Marotta da verificare, ndr), ma mi aspetto una bella partita ugualmente. Credo che la squadra sia cresciuta tanto dalla serata di Tim Cup e questi continui rinvii abbiano tenuto alta la tensione di tutti. I ragazzi sono carichi, l’ultima volta che li ho incontrati non chiedevano altro che la data di inizio del torneo, non ce la facevano più a giocare solo amichevoli”. La mancanza di partite ufficiali non ha permesso al neo presidente di vedere molto all’opera la sua squadra: “E’ vero, ma quando non c’ero io c’era sempre qualcuno dei nostri a seguire e poi ne ho viste tante in televisione. Credo che si cominci a percepire bene l’opera di Auteri, per quanto tutto sia sempre migliorabile”.
Guardiamo al futuro. L’auspicio di una vittoria all’esordio viene anche dalle tante sorprese scaturite dalla prima giornata di campionato, nella quale sono cadute tutte le grandi, Foggia, Lecce, Juve Stabia: “Andremo in campo incrociando le dita. Il nostro programma, l’abbiamo detto più volte, è sicuramente biennale, ma mi piace la carica che trasmette lo spogliatoio. Non dobbiamo sottovalutare nessuno, tutti sono temibili. Ogni partita dovremo affrontarla come se fosse sempre l’ultima: gli eventi e la nostra storia non ci consentono di adagiarci”. Le scorie del passato non sembrano ancora del tutto scomparse, ma il presidente vede positivo: “Per la verità ogni volta che sono venuto mi è parso di percepire un ambiente rivolto al positivo. Del resto c’è sempre chi guarda al passato e resta sulle sue posizioni, ma questo è e sarà sempre un problema suo. Sul futuro si può incidere, sul passato non si può fare più nulla”.
La campagna abbonamenti. A proposito di pessimismo, gli abbonamenti sono ad una quota più bassa rispetto al passato… “La campagna abbonamenti non mi ha deluso, ma neanche entusiasmato. Probabilmente il pubblico di Benevento non è ancora pronto per questa squadra che ha lavorato tanto e che si vuole battere. Non mi aspettavo certo i numeri di Lecce, ma un po’ di diffidenza in meno”. Il rovescio della medaglia è che se la squadra andrà bene tanti dovranno comprare il biglietto per vederla all’opera: “Questo accadrà se il Benevento andrà come tutti speriamo, ma è anche vero che il sostegno più grande serviva ora”. C’è stata nei giorni scorsi la richiesta del Procuratore federale della penalizzazione di un punto per le società che hanno presentato la fideiussione in ritardo. Il caso del Benevento è anomalo, visto che al posto della fideiussione aveva depositato il corrispettivo in assegni circolari. Una procedura che due mesi fa non fu accettata e che ora la Lega consiglia addirittura alle squadre ripescate: “Il nostro avvocato ha già presentato il ricorso. Non voglio sbilanciarmi in alcun modo, c’è parecchia confusione in questo momento in Lega. Speriamo che ci sia giustizia”.
Tre partite in una settimana. Era circolata la voce che mercoledì 16 la partita col Messina fosse ulteriormente rinviata, invece si gioca ugualmente nel giorno infrasettimanale alle 20,30: “Sarebbe stato giusto per noi che saremo costretti a giocare tre partite in una settimana e anche per il Messina. Non possiamo farci nulla hanno deciso così”. Domenica al suo fianco potrebbe esserci Marco Amelia, presidente della Lupa: esordire contro un campione del mondo non è da tutti… “Non lo conosco personalmente, ma solo di fama. Lui è uno sportivo di razza e spero di conoscerlo. Non sottovalutiamo la sua squadra, anche se è composta da giovani. Non bisogna mai fidarsi di nessuno. Noi vogliamo dare tutto: peccato per questi infortuni che un po’ incidono sulla squadra, ma il mister ha una sua idea di compensazione. Stiamo lavorando bene e con grande serenità: ora abbiamo bisogno solo di un po’ di fortuna. Speriamo di sapercela guadagnare”.
Franco Santo
