Gol dalla distanza, un valore aggiunto

La prima rete dei giallorossi è arrivata con un tiro da fuori: negli ultimi tempi un'anomalia

Benevento.  

Il messaggio è forte e chiaro: tentar non nuoce. Il Benevento non metteva a segno un gol da trenta metri da tempo immemore, domenica ci ha pensato De Falco a interrompere il digiuno. La sua conclusione al 34' del primo tempo non solo ha sbloccato la casella dei "gol fatti" portandola da zero a uno (sia per sé che per la squadra di Auteri) ma anche quella delle marcature dalla distanza. Lo scorso anno la strega chiuse il campionato con 55 gol all'attivo, di cui soltanto tre frutto di conclusioni da fuori area, tutte a firma di Alessandro Marotta. Ad essere onesti di queste perle solo una può essere considerata un vero e proprio tiro da distanza siderale, e ci riferiamo a all'indimenticato destro scagliato al Puttilli di Barletta all'ottava giornata dello scorso torneo. Gli altri due - contro il Matera alla 16^ e contro il Catanzaro alla 21^ - partirono da pochi metri al di là della linea di confine dell'area avversaria. Niente a che vedere, insomma, con il gol di Andrea De Falco che ha rotto gli indugi nel nuovo campionato di Lega Pro. Un gol che in un contesto simile non risulta comunque fine a sé stesso, considerato che il Benevento a Rieti -  specie nella prima frazione - ha più volte mirato alla porta di Tassi da oltre venti metri provandoci con Cruciani, Mazzeo e Ciciretti senza trovare la via del gol ma mostrando grande personalità. Il tutto senza dimenticare che Vitiello nel finale stava firmando il sorpasso sugli sviluppi di una punizione corta battuta da Cruciani e solo un miracolo del portierino di casa gli ha negato la gioia più bella. La tecnica abbonda nell'organico giallorosso, e allora perchè non provarci?

Francesco Carluccio