E' un fedelissimo di Arturo Di Napoli, ma nonostante il carattere forte domani farà fatica a trattenere l'emozione di giocare a casa sua. Carmine Giorgione, nato a Benevento il 17 giugno del '91 e sannita doc, vivrà un pomeriggio distante anni luce dall'ordinario. Il centrocampista del Messina ha ben figurato nella prima uscita contro il Monopoli risultando il migliore tra i suoi e colpendo anche una traversa sullo 0-0. Aveva scelto bene il tempo dell'inserimento e il suo destro potente aveva lasciato impassibile Pisseri prima di scontrarsi con l'infamia del montante quando la gioia del gol sembrava cosa fatta. Una delusione andata per forza di cose velocemente in archivio, agevolata dal gol di Tavares che ha messo tutti d'accordo allo scadere del confronto giocato allo stadio Veneziani. Ora di fronte ci sarà il Benevento, una squadra che da bambino ha sostenuto prima di provare a sfondare nel grande calcio. La sua carriera professionistica è partita da Varese nel gennaio 2010, senza però collezionare neanche una presenza nella squadra allenata da Sannino che raggiunse la B battendo in semifinale play off proprio il Benevento e poi in finale la Cremonese. La stagione successiva in C2 con la Valenzana mise insieme 10 gettoni ma è a Savona - nel 2011/2012 e nello scorso campionato - che ha ottenuto i migliori risultati personali diventando un vero e proprio beniamino della tifoseria ligure nonché leader sul rettangolo verde. Non a caso Di Napoli (che lo aveva avuto alle sue dipendenze proprio in Liguria) stravede per lui e gli ha affidato anche la fascia di capitano all'esordio in campionato. Giorgione non lo ha deluso, ha lottato fino in fondo senza risparmiarsi. Domani ci sarà da combattere anche con le emozioni. Bellissime, sì, ma anche difficili da superare. Servirà un cuore di ghiaccio.
Francesco Carluccio
