L'analisi - Benevento, troppi errori a centrocampo

Tanti palloni persi, l'assenza di geometrie da una parte e dall'altra ha alzato il tasso di noia

Benevento.  

L'anomalia di Benevento-Messina è tutta nella modestia degli episodi da commentare. Dai tiri in porta alle occasioni da gol. Per capire bene di cosa stiamo parlando può bastare una riflessione: in totale sono stati nove i palloni scagliati in porta dalle due squadre di cui due nello specchio. Uno di questi ha costretto Berardi al miracolo e ha terminato la sua corsa sul fondo dopo aver colpito il palo, è vero, ma resta comunque un episodio fine a se stesso al pari del palo esterno colpito da Cissè. Due azioni pericolose in novanta minuti, troppo poco per una squadra come il Benevento che avrebbe dovuto aggredire la partita fin dal principio, come ammesso con grande onestà da Loreno Cassia a fine gara in sala stampa. Se uno di quei due episodi si fosse tradotto in gol è fuori dubbio che saremmo qui a parlare di altro, ma i numeri del match tra sanniti e peloritani la dicono lunga su quanto noioso sia stato lo spettacolo a cui si è assistito. Proviamo ad analizzarne qualcuno. 

Occasioni da gol - Al di fuori del doppio palo colpito dai padroni di casa nella prima mezz'ora del secondo tempo, c'è davvero poco da segnalare se non un destro di Mazzeo deviato da Palumbo sul finire della prima frazione, poi terminato tra le braccia di Berardi. Anche il Messina ha avuto la sua occasione a inizio ripresa, anche se in pochi se ne sono accorti. E' accaduto quando Cocuzza, da due passi, ha colpito di testa all'altezza del secondo palo trovando la risposta di Bianco a murargli la conclusione. Per il resto tanta apatia. Tiri in porta Benevento: 6, di cui due nello specchio. Tiri in porta Messina: 3, ma nessuno nello specchio. Basta questo. 

Falli - Il dato sorprendente è che a commetterne di più è stato il Benevento (23 a 17), ma anche in questo caso il dato va interpretato. Le punizioni concesse da Lucioni e compagni agli avversari di turno sono maturate per lo più nella metà campo avversaria. Marano (5), CIssè (4 e Mazzeo (3) sono i calciatori che hanno commesso più falli ai danni degli avversari, mentre stupisce il dato sui falli subiti dai sanniti. Ad essere più "maltrattato" è stato infatti un difensore, ovvero capitan Lucioni, che nella ripresa si è trovato a gestire un maggior numero di possessi. 

Palloni persi - Anche qui il Benevento non ha fatto benissimo e la risposta è probabilmente nella mancanza di geometrie a centrocampo. I giallorossi di casa hanno dato il pallone agli avversari in ben 31 casi (dal computo escludiamo le verticalizzazioni errate), di cui ben 21 nella prima frazione. Nella ripresa le cose sono andate meglio ma non è bastato. I palloni recuperati da Marano e compagni sono stati invece 20 (undici nella prima frazione). Rubapalloni per eccellenza Marano a quota 5, seguito da Vitiello a 3. Il rovescio della medaglia spetta invece a Mazzeo con ben 5 errori, ma va detto che l'attaccante ha preso spesso iniziativa, e quando prendi iniziativa è inevitabile che si sbagli di più. 

Porta inviolata - Per la seconda sfida consecutiva il Benevento è riuscito a non subire gol, ma visti gli obiettivi della vigilia contro il Messina questo fattore rappresenta solo una magrissima consolazione. I disimpegni difensivi sono stati diciassette. Ad effettuarne di più Kevin Bonifazi, all'esordio da titolare tra i professionisti. Il difensore scuola Torino ha sbrogliato l'area sei volte contro le cinque di Lucioni. 

Francesco Carluccio