Auteri-D'Angelo, moduli offensivi contro

Attenti al trequartista andriese, che rende più imprevedibile l'attacco

Benevento.  

Squadre votate all’offensiva. Benevento e Andria hanno questa caratteristica che li accomuna. 3-4-3 per i giallorossi, 4-3-1-2 per i pugliesi. Auteri chiede ai suoi di insistere col gioco sulle fasce, D’Angelo predilige la manovra centrale, con un trequartista e due punte di peso, che oggi però perdono l’ex torinista Morra, che avrebbe regalato un’altra fisicità al reparto offensivo della Fidelis. Certamente uno dei tre difensori giallorossi dovrà uscire sul trequartista pugliese, un ragazzino del 96 che “studia” per diventare grande. Antonio Matera, al di là dei suoi 19 anni, è da considerare tra gli avversari più pericolosi, vincitore l’anno scorso del premio per il miglior giovane della serie D. D’Angelo ha vissuto una settimana col patema di non poter avere il centrale Aya, l’italo-marocchino s’è buscato una giornata di squalifica dopo i due rigori provocati a Pagani. Ma oggi potrà recuperare Mariano Stendardo, che potrà mettere la sua esperienza al servizio della squadra. Auteri non muterà il suo disegno tattico. I tre difensori, capitanati da Fabio Lucioni, dovranno guardare a vista l’ex barese Grandolfo, bomber ritrovato l’anno scorso nella Correggese, ma avranno da non perdere di vista né Strabelli né Matera, che non sono punte tradizionali. A centrocampo si ripeterà la storia tattica della partita col Foggia: tre quelli dell’Andria, il rimeno ex grossetano Onescu, Bisoli e Piccinni, due i giallorossi. E’ lì che gli esterni saranno chiamati ad un duplice lavoro, spingere in verticale, tamponare in fase di non possesso stringendosi ai due di centrocampo. Gli avanti sanniti avranno un piccolo vantaggio numerico (lo stesso che ha il centrocampo pugliese sui giallorossi), agendo in tre contro i due centrali Stendardo e il giovane ex torinista Fissore. Senza disdegnare di dare un’occhiata alle ripartenze degli esterni, l’ex paganese Tartaglia a destra e l’ex barlettano Cortellini a sinistra. Come sempre sarà il gioco di squadra a fare la differenza, l’abilità di giocare tutti insieme come un corpo unico. E’ quello che chiede Auteri, a prescindere dall’undici che andrà in campo.