Era presente al “Degli Ulivi” per assistere al match tra Andria e Benevento. Michele Menolascina è un addetto ai lavori (fa parte della scuderia di Fedele e osserva continuamente partite in Puglia), ma a spingerlo presso l'impianto sportivo andriese è stato anche il cuore. L'ex centrocampista ha vestito la maglia giallorossa per ben due campionati, di cui uno passato alla storia per il famosissimo “scippo di Crotone” del 2004. La sfida di ieri gli ha destato delle impressioni più che positive sulla truppa di Auteri: “Dico con franchezza che, tra le tante squadre che ho visto, il Benevento mi è sembrata quella più organizzata. Sono certo che se la giocherà fino alla fine per vincere il campionato. Cosa mi ha impressionato? Sicuramente i sanniti sono guidati da uno dei tecnici più preparati della Lega Pro. La squadra ha mostrato di avere un'ottima impronta di gioco e una grande organizzazione”. Menolascina ha visto anche una buona Andria: “Nel primo tempo ha lasciato spazio al Benevento, ma nella ripresa è uscita fuori anche se ha subito il gol allo scadere. I giallorossi non hanno rubato nulla, la vittoria è stata meritata. I pugliesi, comunque, sono una squadra da seguire con attenzione perché formata da ottimi calciatori. Sono del parere che farà un ottimo campionato”. Ha espresso anche un parere sul girone: “E' molto equilibrato. In queste prime giornate ho avuto modo di vedere il Catania che reputo molto organizzata e l'Akragas, squadra da non sottovalutare in nessun modo. Il Matera, invece, si è indebolito. Ci sono diverse compagini che puntano alla vittoria del campionato e tra queste c'è senza dubbio anche il Benevento”.
I tifosi, si sa, hanno la memoria lunga. Dopo dieci anni hanno accolto l'ex centrocampista con entusiasmo, memori delle impresse compiute sul terreno di gioco del Vigorito: “Ho lasciato un ottimo ricordo e ne sono felice. Nel bar dello stadio ho avuto modo di parlare con un gruppetto di tifosi, ricordando la semifinale contro il Crotone e quella del 2009 che avrei pagato pur di giocarla. Purtroppo non si riesce mai a fare questo grande salto, spero che questa sia la volta buona”.
Ivan Calabrese
