Non siamo a Davide e Golia, ma poco ci manca. Il mondo variegato della serie C passa con disinvoltura dai 313mila abitanti di Catania ai 5.582 di Picerno. Il piccolo comune in provincia di Potenza ha il suo fiore all'occhiello proprio nella squadra di calcio, voluta fortemente tra i professionisti dal presidente “amerikano” Donato Curcio, l'unico a cui sia stato intestato lo stadio già da vivo.
La serie C dei “piccoli”
Si parla di terza serie e, badate bene, che Picerno non è il comune più piccolo che bazzica in Lega Pro. Ce ne sono altri due negli altri gironi, che spingono giù i lucani, addirittura al terzo posto di questa classifica tra “piccole”. La palma ce l'ha Piancastagnaio, il centro in provincia di Siena che ha svezzato Guglielmo Mignani. Pensate: appena 3.898 abitanti. Solo qualche anima in più per Renate in provincia di Verona: 3.974. Al loro confronto Picerno può persino impettirsi.
Quei precedenti poco lusinghieri e la misurazione delle porte
La sfida calcistica con la strega, però, non è stata mai così sbilanciata come potrebbero far credere le proporzioni di squadra e città: 5 precedenti, una vittoria dei giallorossi, una per i melandrini (il nome viene dalla Valle solcata dal torrente Melandro) e tre pareggi. Nel primo confronto, il 15 ottobre del 2023, i lucani fecero di tutto per attirarsi le antipatie della gente sannita: prima della gara chiesero all'arbitro Centi di Viterbo di effettuare la misurazione delle porte del Vigorito, che, a loro dire, sembravano troppo corte. Una operazione che suscitò prima lo stupore, poi la disapprovazione da parte dei tifosi giallorossi, che erano freschi reduci da due stagioni in serie A e da cinque in B. La partita non andò meglio, perchè il Picerno era squadra di categoria e quel pomeriggio accadde di tutto: lucani due volte in vantaggio con Jacopo Murano, raggiunti da un rigore di Marotta, che fu pure espulso. Al 94' ci fu il pari definitivo grazie ad un colpo di testa del polacco Kubica, oggetto misterioso della strega.
Lo “spreco” dell'andata
Da quell'ottobre del 2023 al settembre del 2025, passando per quell'unica vittoria al Curcio il 18 febbraio del 24 firmata da Amato Ciciretti su calcio di rigore e da Lorenzo Carfora. Si diceva di quel gusto amarognolo che è sempre rimasto in queste sfide coi lucani. Come nella partita d'andata, il 24 settembre. Doppietta di Ciccio Salvemini, dominio incontrastato per un tempo e mezzo. Partita in ghiaccio? Macchè. In sette minuti cambia l'inerzia della gara e la sua storia: segnano al 61' Granata (finito ora fuori lista) e al 68' l'imprendibile Energe (passato al Crotone). Chissà, magari può essere un segno del destino, che i “giustizieri” dell'andata al Curcio non fanno più parte dell'AZ. Nel frattempo il Benevento si è preso la testa della classifica e non ha alcuna intenzione di mollarla. Per confortare le sue ambizioni, però, la strega dovrà ammansire i “leoni” del Melandro. Una “piccola bestia nera”.
Nella foto Taddeo la misurazione delle porte chiesta dai dirigenti lucani nella sfida dell'ottobre '23
