La conferenza più difficile di Mimmo Toscano, quella in cui avrebbe voluto persino dire di più di quello che ha detto. Ma il suo aplomb cambia solo in parte, dalla voce traspare l'emozione per un momento così difficile: “Provo amarezza e delusione, l'azione di D'Ausilio e poi quella di Casasola avrebbero potuto cambiare le sorti della gara. Ma l'impresa doveva essere costruita ancora prima di entrare in campo. Il rammarico è la partita di andata. Adesso è dura parlare, so cosa abbiamo dato al Catania: questi due anni serviranno per costruire un Catania più forte”.
Ma cosa non ha funzionato in una squadra costruita, almeno in teoria, per vincere questo campionato? “Nel calcio prendi quello che ti meriti: ho incontrato mille difficoltà, mille situazioni, cerchi di migliorare. Ritorni e trovi un ambiente depresso, una squadra svuotata. Ho cercato di compattare l'ambiente, ma quando metti troppe toppe e tiri, le toppe si staccano”.
Lo tirano per la giacchetta, vogliono che dica a chiare lettere se andrà via. E lui risponde finalmente con una frase che non lascia adito a dubbi: “Il mio percorso era già finto a gennaio, s'è dubitato su tutto, del lavoro che si faceva. Ma io quando prendo un impegno lo porto avanti, mettendomi davanti a tutti. Ci tenevo tanto a vincere qui. Non è colpa del mercato di gennaio, la sconfitta è figlia di tante cose”. Lo incalzano, chiedono di essere più chiaro: “A gennaio le cose non sono state più condivise, nei momenti di difficoltà non hai visto più nessuno. Tutto qua”.
Poi parla ancora del suo gruppo, a cui non vuole fare rimproveri, al di là di un carattere che in alcuni non è stato come occorreva in un campionato così difficile: “E' l'aspetto caratteriale di questo gruppo, quando pensi che le cose non vanno come devono andare, perdi le caratteristiche di grande squadra. Ognuno ha le proprie debolezze, ognuno avrebbe dovuto capire cosa significa vincere a Catania”. Che cosa dovrà fare chi prenderà il suo posto...? “Se vuoi ottenere cose diverse, devi fare cose diverse. Concludo un'esperienza di due anni bellissima, qui ti devi ingegnare ogni giorno per risolvere un problema, ma è stato un onore allenare il Catania”.
