La partita delle congiunture astrali. Benevento-Catanzaro sembra un gioco del destino, che si è divertito a creare tante situazioni particolari. Quella di Michele Mignani è forse la più suggestiva: lui che prende al volo le redini delle aquile calabresi, il figlio Guglielmo che trova il primo gol in serie B alla vigilia della sfida in famiglia. Storie di calcio, belle e curiose. Nelle file della strega sono in due gli ex (ci sarebbe stato anche Celia, ma lui è fuori rosa), capitan Mattia Maita e Stefano Scognamillo. In quelle catanzaresi addirittura in tre: Pietro Iemmello, Jacopo Petriccione e Marco D'Alessandro. Una miscellanea ricca di pathos sia per gli uni che per gli altri.
Scognamillo è stato (e forse lo è ancora) un vero e proprio idolo della tifoseria calabrese: prima di approdare al Benevento lo scorso anno aveva militato nelle file delle aquile per ben cinque stagioni mettendo insieme la bellezza di 169 presenze. Capitan Maita è solo qualche numero dietro al compagno di squadra: anche per lui cinque stagioni (tutte in C) e 160 presenze. Due autentiche icone che i tifosi calabresi non hanno certo dimenticato.
Sull'altro versante ci sono come abbiamo detto Pietro Iemmello, croce e delizia, della tifoseria sannita nel primo anno di serie A, storico il gol a Donnarumma nella vittoria degli uomini di De Zerbi a San Siro, poi Marco D'Alessandro, anche lui in quella squadra che affrontò per la prima volta la massima serie, e infine Jacopo Petriccione, una parentesi in giallorosso non proprio indimenticabile.
A proposito di coincidenze, è bella questa: l'ultima vittoria giallorossa il 24 ottobre 2015 al Vigorito, nell'anno della promozione in B del Benevento di Auteri, il gol della vittoria sannita fu segnato da Fabrizio Melara, oggi team manager giallorosso. E in quel Catanzaro giocava già Mattia Maita nel ruolo di regista del 3-5-2 delle aquile. A rafforzare questa congiuntura astrale, il fatto che anche nel ritorno Melara segnò il gol sannita al Ceravolo in quella sfida terminata sull'1 a 1.
