Fatti del genere non dovrebbero mai accadere, giusto per usare una frase retorica, ma se ci si trova sempre a raccontarli, significa che succedono e la paura più grande, lo diciamo sotto voce, è che succederanno ancora. Le risse tra tifosi sono da condannare, un giocatore che picchia un tifoso avversario e strano ma potrebbe capitare, un giocatore che picchia un proprio tifoso e quanto mai insolito. Nella sfida tra San Marco e Rotondi è successo e si stava sfiorando il dramma, scongiurato solo per il pronto intervento dei sanitari.
“E’ successo che il San Marco non voleva perdere - inizia il racconto mister Lombardi, l’allenatore del Rotondi, squalificato e quindi sugli spalti. I giocatori casertani avevano iniziato a minacciarci già dopo il primo gol ma non era successo nulla ancora. Sul punteggio di 1 a 1, un giocatore avversario, Merenda, ha colpito con uno schiaffo il nostro capitani Luciano con l’arbitro di spalle. Il colpo è stato talmente forte che il giocatore ha dovuto abbandonare il campo. Dagli spalti qualcuno ha redarguito Merenda per un gesto poco corretto e forse lo stesso atleta casertano se l’è legata al dito. Intanto la partita è andata avanti e il direttore di gara ha cominciato a fare l’arbitro. Alla prima occasione ci ha concesso un rigore, abbiamo segnato e i locali hanno ripreso a minacciarci”.
Il fattaccio a fine gara, dopo il pareggio del San Marco.
“Quando l’arbitro ha fischiato la fine, Merenda si è arrampicato sulla rete di recinzione e l’ha scavalcata cominciando a picchiarsi con il tifoso che l’aveva redarguito in occasione dello schiaffo. Il tutto non è andato oltre perchè è intervenuto un mio collaboratore che era sugli spalti con me e poi non c’è stata la tragedia perchè l’allenatore casertano, infermiere peraltro, è intervenuto dopo che il tifoso si è sentito male praticandogli il massaggio cardiaco. Poteva succedere qualcosa di irreparabile. L’intervento dei sanitari e poi delle forze dell’ordine ha riportato la calma e aiutato questa persona. Noi siamo stati tranquilli, senza reagire”.
Ieri lo stesso Merenda ha provveduto a far arrivare le scuse a Luciano.
“Sì, ma conoscendo il nostro capitano posso dire che al momento non sono state accettate. Ma ora aspetto di capire cosa deciderà il giudice sportivo. Se esiste una giustizia il Daspo non glielo toglie nessuno così come una lunga squalifica. Io ho preso tre mesi per nulla. Ci dispiace perchè sabato abbiamo capito che su quel campo non ha mai vinto nessuno e mai nessuno ci vincerà. Aver portato a casa un punto per noi è una vittoria anche se ho sbagliato qualche cambio dalla tribuna e ci è mancato il coraggio di osare”.
Al di là del risultato, comunque, la cosa migliore è che non ci sia stata tragedia.
