Non c'è pace per l'Altilia Samnium

Il presidente Forgione mette tre giocatori fuori rosa e ritorna sul mercato

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Solopaca.  

Non c'è pace per l'Altilia Samnium, forse è il destino di questa squadra, forse è quello del presidente Forgione. Tant'è, un mercato ambizioso, alla fine, si sta ritorcendo contro. Forse qualche scelta non si è rivelata azzeccata, non tanto per una questione tecnica, in fondo la stagione è appena all'inizio e c'è tempo per affermarsi o per rivelarsi scelte poco azzeccate, quanto per una questione umana. E' difficile concepire una divergenza a campionato appena iniziato, è difficile pensare di non poter passare sopra a un momento goliardico del massimo dirigente. Da queste divergenze è arrivata la decisione drastica da parte del presidente che ha messo fuori rosa tre elementi: Tozzi, Cetola e Perna. Una decisione che costringe la società sannita a tornare sul mercato, per Vitelli, adesso, ci sono tre pedine in meno e maggiori difficoltà. Il motivo scatenante di tutto ciò? Le pagelle di Federico Forgione dopo ogni gara. Il presidente è solito dilettarsi sui social network con analisi delle prestazioni di ogni singolo giocatore. Un modo per far pensare, per valutare l'operato (e ogni presidente può farlo, forse privatamente sarebbe meglio), un po' per riderci sopra. Non da tutti sono state prese bene, qualcuno le ha criticate in maniera aspra. Come in tutte le storie, senza voler prendere le parti dell'uno o dell'altro, la verità sta nel mezzo. Il presidente Forgione, abituato a questo modus da cinque anni, potrebbe esternare queste valutazioni in privato, in pubblico potrebbero essere oggetto di fraintendimento o di disagio, specie quando valutazione e commento sono veramente bassi. La scrittura fa perdere quella sfumatura ironica che esiste quando una cosa viene detta a voce, il tono o la mimica facciale comunque fanno capire se c'è ironia o meno. Dall'altro emerge un pizzico di permalosità da parte di atleti che possono incappare in giornate storte, in momenti poco positivi, senza, per forza, sentire toccata la propria professionalità o l'intera carriera costruita. Prendersi sul serio anche quando si parla di calcio non è mai cosa buona. L'unico vero appunto, e questo è completamente dedicato alla società, è l'aver effettuato un mercato geograficamente unidirezionale. Tanti giocatori arrivano da una determinata zona e, giustamente, non hanno la possibilità di potersi allenare col resto della formazione e con l'allenatore. Non che sia una colpa, ci mancherebbe, in fondo è un torneo di Prima, lo spirito ludico la deve fare da padrona, ma viene meno, al di là dell'aspetto sportivo, una componente fondamentale nel calcio dilettantistico: la creazione del gruppo. Un qualcosa di fondamentale per un allenatore al quale va garantita almeno la possibilità di avere l'intera squadra a disposizione per costruire i successi sperati.

Redazione