“A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”. Partiamo da questa frase del cardinale Mazzarino, riproposta da Giulio Andreotti al quale, nel tempo, è stata attribuita in maniera erronea, per provare a parlare di un tema abbastanza scottante, provare a porre e porci delle domande sulle quali, poi, ognuno si farà un'idea e le proprie valutazioni.
E' da qualche anno che è esploso lo scandalo del calcio scommesse, giocate anomale su gare sulle quali si puntano ingenti quantitativi di soldi. Senza voler ripercorrere la storia di quanto accaduto negli ultimi anni, basti solo pensare che ci sono stati giocatori famosi indagati, qualcuno anche arrestato. Insomma una brutta storia, come brutto è solo pensare di poter manipolare a proprio piacimento un gioco come il calcio. Non puntare più sul valore effettivo di una squadra, ma puntare solo a come ricavare il massimo beneficio fregandosene della passione di tanti.
Tenere d'occhio un atleta famoso non è difficile. Se, per esempio, entrasse in una sala scommesse un giocatore come Higuain (un nome a caso visto che non è mai stato implicato in storie del genere) e puntasse su una gara, sarebbe difficile non riconoscere la natura immorale del gesto e chi l'ha compiuta, parliamo di un giocatore sotto ai riflettori, di fama mondiale.
L'allargamento delle puntate al mondo del dilettantismo pone una questione dalla risoluzione molto più difficile. Se un atleta non ha avuto grosse esperienze nel calcio che conta, insomma non lo si conosce tanto, chi può controllare che il tutto possa filare liscio senza avere la tentazione di arrotondare un po'? Certo questo pensiero non è dei più belli, significa pensare che ci sia disonestà nel mondo del dilettantismo e nello specifico in Serie D, che tutti abbiano intenzione di manipolare il risultato venendo meno ai più sani principi dello sport.
Ecco che torna l'aforisma del cardinale Mazzarino. Abbiamo pensato male, ma perchè non credere che possa essere una considerazione giusta? L'associazione potrebbe nascere in maniera abbastanza naturale. Una considerazione figlia della crisi, di tante squadre che iniziano un progetto prevedendo un budget per i giocatori ma poi non lo erogano completamente. Qualcuno potrebbe anche pensare di ovviare al problema economico agendo in maniera personale senza informare o chiedere conto alla società di appartenenza. Con questo nessuno vuole pensare che ciò accada regolarmente, affermare una cosa del genere avrebbe bisogno di prove. Non c'è alcuna accusa sulle società che, e questo è un dato di fatto, non sono mai state coinvolte in situazioni del genere. Il problema è un altro ed è su quello che viene puntato il riflettore. Non è vedere la torta che rende golosi, il problema è cercare di monitorare un bacino molto più grande con realtà microscopiche, impresa quanto mai difficile. E' da questo che sorge il dubbio Garantire la correttezza di un torneo per garantire la conservazione di una passione che è lontana da qualsiasi manipolazione. Il calcio è uno sport nel quale deve vincere la più forte se questa si è dimostrata tale, nel quale può uscire la sorpresa perchè la piccola ci ha messo cuore e tanta grinta. Il calcio piace per questo.
Il pensiero cattivo è stato fatto, non si sa se è azzeccato o meno, nel dubbio vogliamo sempre pensare che il calcio dilettantistico sia sinonimo di calcio genuino e lontano da dinamiche del genere.
di Fabio Tarallo
