Radici e innovazione, soprintendenza Abap: visione nuova per il made in Italy

Strategie di sviluppo e collaborazione sinergica tra soggetti pubblici

radici e innovazione soprintendenza abap visione nuova per il made in italy

Radici e innovazione: alla Soprintendenza Abap di Benevento e Caserta una visione nuova per il Made in Italy...

Caserta.  

Si è svolto con ampia partecipazione nella sala conferenze della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento l’incontro “Competenze per il Made in Italy: cultura, creatività e sviluppo”, organizzato nell’ambito delle iniziative per la Giornata nazionale del Made in Italy.

L’appuntamento ha rappresentato un importante momento di confronto tra istituzioni, mondo della scuola, università, sistema della ricerca e realtà produttive, con l’obiettivo di approfondire il legame tra patrimonio culturale, creatività, formazione e sviluppo territoriale, in una prospettiva capace di coniugare tradizione e innovazione.

Ad aprire i lavori è stato il Soprintendente Mariano Nuzzo, che ha sottolineato il valore dell’iniziativa come occasione di dialogo e costruzione condivisa e ha ringraziato per la presenza in sala il prefetto di Benevento Raffaela Moscarella, che ha confermato la sua grande attenzione verso i temi della cultura, della coesione e dello sviluppo: “La nostra Soprintendenza ha scelto di vivere questa giornata come un momento di confronto. Quella di oggi non è una cerimonia, né tantomeno una giornata celebrativa: vogliamo discuterne con i giovani in maniera onesta, per farne un percorso comune. A mio parere, il nostro patrimonio culturale si conserva nelle vetrine, ma non è soltanto ciò che custodiamo in spazi chiusi: vive anche attraverso le persone che lo studiano, che vi lavorano, ma anche attraverso chi realizza questi oggetti con le proprie mani. Ogni occasione diventa per noi un’opportunità per costruire un percorso comune, mettendo al tavolo le competenze del Made in Italy per creare unità, creatività e sviluppo”.

Nel corso dell’incontro, il presidente della Camera di Commercio, Tommaso De Simone, ha richiamato la scoperta, avvenuta nel 2003, di un porto di Mola sul Garigliano, utilizzato per l’imbarco del vino Falerno, come testimonianza della diffusione e dell’antichità del Made in Italy.

Florinda Lella, delegata del direttore della Reggia, ha evidenziato il valore delle azioni messe in campo dall’istituto per collegare il patrimonio culturale al Made in Italy.

Un contributo significativo è arrivato anche dal mondo accademico: Alessandra Cirafici, che ha portato i saluti del direttore del Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale Ornella Zerlenga, ha ribadito il ruolo strategico dell’università e della ricerca, sottolineando come il design rappresenti uno strumento fondamentale per superare una lettura stereotipata del Made in Italy e valorizzare, invece, il “pensato” in Italia, riconoscendo nello stile di vita italiano uno degli elementi più attrattivi e identitari del Paese.  Marzo Fabozzi, direttore della Casa del Made in Italy di Caserta ha sottolineato come la sua istituzione abbia deciso di utilizzare il simbolo dell’Uomo vitruviano, in quanto frutto del genio di uno scienziato poliedrico e conosciuto in tutto il mondo: “Le parole associate alla Giornata del Made in Italy di quest’anno sono incentrate sull’incrocio tra innovazione e tradizione: la nostra tradizione è legata alla cultura, al vissuto, al saper fare, ma anche ai beni architettonici. Caserta, infatti, è conosciuta in tutto il mondo per la sua Reggia.

Le tradizioni sono le radici di un albero che ci permettono di guardare alle foglie dell’innovazione, cioè ai giovani e al futuro”.

Il dirigente scolastico dell’Istituto Mattei di Caserta Roberto Papa ha sottolineato: “Il nostro obiettivo è trasmettere una competenza tecnica ma senza mai perdere di vista il panorama culturale, coniugando queste due competenze in una maniera sempre più significativa”. La professoressa Cirafici, in qualità di coordinatrice del Dottorato di interesse nazionale in Design per il Made in Italy: identità, innovazione e sostenibilità dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, ha poi introdotto la seconda parte della mattinata e il percorso dottorale, evidenziando come studio e crescita culturale richiedano impegno, sacrificio e gioia.

 Alessandra Clemente ha ripercorso la storia dell’azienda Breda, soffermandosi sul valore dell’archivio storico e sulla possibilità di rileggere luoghi produttivi dismessi come spazi da riattivare culturalmente. 

Andrea Scala ha affrontato il tema della tradizione lignea e dell’ebanisteria italiana, evidenziando la continuità tra saperi antichi e produzioni contemporanee, anche attraverso l’esempio dell’azienda Hebanon. Angela Maria Ferraro ha illustrato il rapporto tra territorio e moda italiana, soffermandosi in particolare sulla tradizione della paglia fiorentina e sul ruolo dell’artigianato nel sistema moda.

Di particolare interesse anche gli interventi dei funzionari della Soprintendenza: l’architetto Amalia Gioia, responsabile dell’Area Patrimonio Architettonico della Sabap di Caserta e Benevento, ha proposto una riflessione sulla creatività olivettiana e sul modello industriale, culturale e sociale sviluppato dalla famiglia Olivetti, con un focus anche sull’esperienza della fabbrica Olivetti di Marcianise. Il dottor Antonio Salerno, responsabile dell’Area Patrimonio Archeologico della Sabap di Caserta e Benevento, ha approfondito le radici storiche del Made in Italy, individuandone una genesi ante litteram già nella seconda metà del Settecento e soffermandosi su esperienze significative come la ceramica giustinianea e la fonderia Chiurazzi. A moderare l’incontro è stata Mariangela Mingione, responsabile dell’Area Promozione, Educazione e Ricerca della Sabap di Caserta e Benevento.

Particolarmente significativa è stata la parte conclusiva dell’evento, che ha visto il dibattito tra gli studenti del dottorato e gli studenti dell’Istituto “Enrico Mattei” di Caserta, coordinati dalla professoressa Gigliola Speranza.

Il confronto ha approfondito il rapporto tra antichità e modernità, il dialogo tra tradizione e processo industriale e il ruolo delle nuove generazioni nella costruzione di una visione contemporanea del Made in Italy. Nel corso dell’iniziativa è stata inoltre presentata una prima proposta del programma della giornata di formazione destinata al personale del Ministero della Cultura, prevista per il 30 settembre 2026 e intitolata “Cultura che Genera Valore: Politiche, Impatto e Sviluppo per il Made in Italy”, nell’ambito dell’obbligo formativo della Direttiva Zangrillo.

La giornata, in programma presso la sala espositiva della Soprintendenza ABAP per le province di Caserta e Benevento, sarà finalizzata ad approfondire strumenti e metodologie per valutare il contributo delle industrie culturali e creative alla valorizzazione del patrimonio e allo sviluppo dei territori. Il programma della giornata formativa si articolerà in tre sezioni: “Dal Patrimonio al Futuro”, con gli interventi del Soprintendente Mariano Nuzzo, di Antonio Salerno, Amalia Gioia, Paola Coniglio e Sara Miele; “Sistema formativo: leva strategica”, con i contributi di Alessandra Cirafici, Ornella Cirillo, Marco Calabrò, Roberto Papa e Ortensia De Francesco; “Eccellenze d’impresa”, con la partecipazione di Marco Fabozzi, Gennaro Mincione per Oromare, Maria Assunta Giaquinto per il Setificio San Marco e Andrea Petrone per Antica Distilleria Petrone.

L’incontro ha posto in evidenza la necessità di rafforzare il Made in Italy attraverso una visione integrata delle politiche culturali, delle strategie di sviluppo e della collaborazione sinergica tra soggetti pubblici, istituzioni, università, sistema educativo e realtà imprenditoriali.

Ad arricchire ulteriormente la giornata è stata anche l’esposizione “Creatività che prende forma”, con gli abiti realizzati dagli studenti dell’indirizzo Industria e Artigianato per il Made in Italy – Moda e Costume dell’Istituto Professionale Mattei, nell’ambito del progetto decennale “Nei panni degli altri”, coordinato dalla professoressa Giuseppina Gallo. L’allestimento ha presentato manichini con abiti artigianali ispirati a diverse tradizioni nazionali — tra cui India, Ucraina, Russia, Corea, Vietnam e Giappone — culminando nella presenza di una studentessa modella che ha indossato un abito dedicato all’Italia turrita, simbolo della Nazione, in un gesto simbolico di dialogo tra i popoli.