Camorra e spiagge, Finanza e Capitaneria sequestrano lido sul litorale domizio

Il proprietario è stato condannato in via definitiva per favoreggiamento al clan dei Casalesi

Castel Volturno.  

Un lido balneare sulla costa casertana è finito sotto sequestro perché il suo proprietario, condannato in via definitiva per favoreggiamento al clan dei Casalesi, non avrebbe mai potuto gestirlo. L'operazione, condotta dalla Guardia di Finanza e dalla Guardia Costiera su ordine del gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, riaccende i riflettori su un fenomeno tutt'altro che marginale: il radicamento della criminalità organizzata nell'economia balneare del litorale domizio.

Il titolare dello stabilimento è un 54enne con una condanna definitiva alle spalle per reati di favoreggiamento nei confronti del clan dei Casalesi. Dopo aver scontato la pena ed essere tornato in libertà poco più di un anno fa, l'uomo aveva ripreso le redini del lido nell'estate 2025, come se nulla fosse.

Non era la prima volta che lo stabilimento finiva nel mirino della giustizia: in passato era già stato sequestrato e affidato a un amministratore giudiziario. La Corte d'Appello di Napoli lo aveva poi restituito al proprietario. Questa volta, però, gli investigatori hanno applicato lo strumento del codice antimafia, che prevede non soltanto il divieto per i condannati per gravi reati di mafia — o per coloro che siano destinatari di misure di prevenzione definitive — di ottenere licenze e autorizzazioni, ma anche la decadenza automatica di quelle già in loro possesso.

L'indagine e le forze in campo

Il sequestro è il risultato di un'indagine coordinata dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Caserta e dalla Compagnia di Mondragone, con il supporto dell'Ufficio locale marittimo di Castel Volturno. L'operazione è partita su impulso della Procura di Santa Maria Capua Vetere, sotto il coordinamento della Procura Generale di Napoli.

Un'estate di sequestri sul litorale domizio

Il provvedimento di queste ore non è un episodio isolato. Tra agosto e settembre 2025, sempre a Castel Volturno, erano già stati sequestrati due altri stabilimenti balneari i cui titolari risultavano anch'essi condannati in via definitiva per reati di camorra. Un'azione sistematica che configura una precisa strategia di aggressione dei patrimoni mafiosi lungo il litorale.

Ancora più clamorosa era stata l'operazione dell'agosto 2024, quando in località Bagnara erano state sequestrate 43 villette abusive costruite su terreno demaniale. Quegli immobili, affacciati sul mare, venivano utilizzati come un vero e proprio "villaggio vacanze" privato dai membri del clan e dai loro familiari: un uso esclusivo e illecito di un bene che appartiene alla collettività.