“Nel processo nei confronti del personale penitenziario per i fatti di Santa Maria che risalgono all’aprile 2020 la richiesta complessiva è di otto secoli di carcere in totale. Per l'inchiesta e il maxiprocesso Hydra sulle infiltrazioni mafiose in Lombardia - una delle più gravi vicende di criminalità nel nostro Paese con numerosi assassini - sono stati richiesti circa cinque secoli complessivi di carcere per un numero uguale di indagati. Siamo alla follia. La magistratura è fuori controllo”.
Così Aldo Di Giacomo, segretario del Sindacato di Polizia Penitenziaria che aggiunge: “non c’è alcuna proporzione tra i fatti di Santa Maria e quelli di mafia, ‘ndrangheta e camorra che hanno fatto vittime, sparso sangue e realizzato traffici illeciti per centinaia di milioni di euro. Per questo la richiesta senza precedenti di pene dei magistrati che si occupano dell’inchiesta che riguarda il personale del penitenziario casertano non solo è del tutto incomprensibile ma senza ragione rispetto ai fatti contestati.
Con la stessa fermezza che ha caratterizzato la nostra posizione per i fatti di Santa Maria che risalgono alla stagione delle grandi “rivolte” provocate dalla diffusione del Covid - chi è stato responsabile deve rispondere del suo comportamento - denunciamo che in questo modo l’effetto è uno solo: colpire tutto il Corpo Penitenziario da troppi anni in attesa della sempre più urgente modifica del reato di tortura, poiché così come previsto, di fatto impedisce di compiere qualsiasi tipo di attività di contrasto alle violenze che quotidianamente interessano tutti gli istituti del Paese, un solo evento penalmente rilevante non si può considerare tortura.
Noi siamo senza sé e senza ma con Pasquale Colucci, la cui pena richiesta è di 21 anni e 4 mesi, che sicuramente ha sbagliato e dovrà pagare, ma non come se avesse commesso un omicidio. Come stiamo con tutti gli altri colleghi indistintamente, anche per loro vale lo stesso principio, se hanno sbagliato devono pagare, ma è sicuramente follia anche giuridica pensare di condannare tutti come se facessero parte delle peggiori famiglie criminali. Pensare altresì che la responsabilità sia solo dei poliziotti è anch’essa follia; i vertici del D.A.P. e gli esponenti del Governo non sono stati minimante colpiti da alcun provvedimento come se non conoscessero la situazione delle carceri e dell’assoluta necessità di intervenire con provvedimenti e con indicazioni precisi”.
Continua Di Giacomo: “Governo e Politica su questo episodio non hanno aperto bocca, dimostrando ancora una volta disinteresse assoluto nei confronti della Polizia Penitenziaria e del sistema carcerario; la stessa politica che si occupa di un singolo caso concentrando tutta l’attenzione sul gioiellerie chiedendone la grazia ed ignorando totalmente quelli che sono gli obblighi, non solo istituzionali, di tutela e di difesa delle forze dell’ordine e della polizia penitenziaria.
Nessuno pensa di incrementare le pene per i detenuti autori di aggressioni e violenze che invece per la gran parte restano impuniti; stilare chiare linee guida e protocolli per la gestione degli ingaggi che prevedono l’uso della forza fisica, nel caso sia necessario ripristinare l’ordine e la sicurezza all’interno delle strutture penitenziarie, senza incorrere nel rischio di essere incriminati per reato di tortura.
La situazione è sfuggita al controllo dello Stato: Il numero di aggressioni agli agenti, specie in questo primo scorcio d’estate, ha superato il 180% in più dello stesso periodo dello scorso anno, con conseguenze sempre più gravi per gli agenti. La situazione ha ampiamente superato il livello di guardia, con il rischio che ci possa essere una prima vittima fra il personale.
Non mi resta che registrare con profonda amarezza che se una parte della politica si è schierata per la grazia a favore del gioielliere condannato per duplice omicidio con una condanna a 14 anni e nove mesi per aver inseguito ed ucciso due persone, dall’altro non verifichiamo alcun interesse, a partire dalla “vicenda Santa Maria”, per il personale penitenziario, ricordando che per Colucci sono stati richiesti 21 anni e 4 mesi senza avere ucciso nessuno. Noi saremo dalla parte dei colleghi e delle loro famiglie”.
