Castel Volturno, l’ombra della tangente al bar e la richiesta di carcere

Terremoto politico si dimette il sindaco Marrandino indagato per corruzione

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Castel Volturno.  

La parabola di un’amministrazione durata poco più di ventiquattro mesi si consuma nelle ombre di un bar sul litorale domitio e nelle stanze della Procura di Santa Maria Capua Vetere. In tarda serata è arrivata la resa: il sindaco Pasquale Marrandino ha rassegnato le dimissioni. E non lo ha fatto da solo. Con una mossa studiata nei dettagli, si sono dimessi in blocco tutti i consiglieri di maggioranza, decretando lo scioglimento immediato del Consiglio e spianando la strada all'arrivo di un commissario prefettizio.

L’ombra della tangente al bar e la richiesta di carcere

A precipitare gli eventi è stata la mossa della Procura sammaritana. I sostituti procuratori Giacomo Urbano e Anna Ida Capone, con il coordinamento del procuratore Pierpaolo Bruni, hanno chiesto la custodia cautelare in carcere per l'ormai ex primo cittadino e gli arresti domiciliari per l'ingegnere Daniele De Caprio. L’interrogatorio di garanzia preventivo, fissato per il prossimo 30 luglio davanti al GIP Angela Mennella, avrebbe dovuto stabilire le sorti della misura cautelare, ma la politica ha anticipato i tempi della giustizia.

L'inchiesta ruota attorno all'affidamento diretto del servizio di raccolta rifiuti e dei connessi sistemi informativi, un appalto da circa 28.600 euro. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il "prezzo" della corruzione sarebbe consistito in una mazzetta da 560 euro consegnata nei pressi di un bar nel marzo 2025. Una somma apparentemente modesta che svelerebbe tuttavia un sistema di favori e corsie preferenziali iniziato già nel 2023, quando Marrandino, da assessore all'Ecologia, avrebbe perorato l'inserimento di De Caprio in un elenco di tecnici accreditati.

Un groviglio di inchieste sulla fascia domitia

Quello della mazzetta al bar, però, è solo uno dei tasselli di un mosaico ben più ampio e inquietante che pende sulla testa dell'ex fascia tricolore. Sul tavolo della magistratura giacciono infatti altri tre fascicoli d'indagine.

Gli appalti alla società Teknoservice per l'igiene urbana delineano un  presunto sistema di voto di scambio legato alle elezioni comunali del giugno 2024 (inchiesta che vede coinvolto anche l'ex consigliere regionale Giovanni Zannini). Poi c'è l'incarico professionale per uno shooting video, contestato al sindaco insieme al consigliere Andrea Scalzone.

Il calcolo procedurale e il commissariamento

Fino a ventiquattro ore fa, Marrandino rivendicava la propria estraneità ai fatti, escludendo fermamente il passo indietro. Cosa ha fatto cambiare idea al primo cittadino?

La scelta delle dimissioni contestuali della maggioranza nasconde una precisa exit strategy procedurale. Se Marrandino si fosse dimesso singolarmente, l'ordinamento gli avrebbe concesso venti giorni di tempo per ritirare l'atto, lasciandolo formalmente in carica fino a un eventuale arresto. Presentando le dimissioni di massa, la decadenza è diventata immediata e irreversibile.

Nelle prossime ore, la Prefettura di Caserta nominerà un commissario straordinario per traghettare Castel Volturno fino alle prossime elezioni utili. Un territorio complesso, stretto tra emergenze ambientali, sociali ed economiche, si ritrova ancora una volta senza una guida politica, ostaggio del consueto corto circuito tra malaffare e mala gestione pubblica. Il procedimento versa nella fase delle indagini preliminari. Tutti i soggetti indagati sono da ritenersi presunti innocenti fino all'eventuale emissione di una sentenza definitiva di condanna.