Dall’Uruguay arriva la versione di Giuseppe Cipriani, imprenditore e compagno di Nicole Minetti, al centro delle polemiche sull’adozione di un bambino. L’intervista, rilasciata a Francesco Battistini, affronta i punti più controversi della vicenda, tra accuse respinte e progetti futuri.
Adozione e polemiche
Cipriani nega con decisione qualsiasi irregolarità, sostenendo che la procedura sia stata lunga e conforme alle regole locali. L’iter, spiega, avrebbe richiesto anni tra verifiche giudiziarie, assistenti sociali e controlli psicologici, escludendo scorciatoie o favoritismi. L’imprenditore respinge anche l’idea che il Quirinale possa essere stato tratto in inganno nella concessione della grazia a Nicole Minetti, definendo l’intervento del presidente Sergio Mattarella come un gesto consapevole e motivato dalla tutela del minore.
La posizione sulla bufera mediatica
Secondo Cipriani, la vicenda sarebbe stata amplificata da notizie inesatte e da un clima ostile. L’impatto mediatico, racconta, avrebbe avuto conseguenze pesanti soprattutto su Minetti, descritta come una madre attenta e impegnata nella crescita del bambino. Al centro della critica anche la diffusione di dettagli sulla vita privata della famiglia, ritenuta una violazione della sfera personale del minore.
Il capitolo Epstein
Cipriani esclude qualsiasi legame economico con Jeffrey Epstein, precisando che non vi sarebbe mai stato alcun finanziamento né una società in comune. Ammette un contatto in passato per un possibile investimento mai concretizzato, ma senza sviluppi. L’imprenditore sottolinea come la frequentazione nei suoi locali di personalità di ogni tipo non implichi rapporti diretti o collaborazioni.
Progetti e prospettive
Nonostante le polemiche, la coppia guarda avanti. Cipriani conferma l’intenzione, condivisa con Minetti, di avviare una nuova procedura di adozione in Uruguay, una volta che la situazione si sarà stabilizzata. Resta aperto il nodo del futuro in Italia, con la priorità dichiarata di proteggere il bambino dall’esposizione mediatica e garantire un contesto stabile per la sua crescita.
