La Rai ha deciso di sospendere per dieci giorni Sigfrido Ranucci, già rimosso alla fine dell’estate dalla conduzione di Report. Il provvedimento disciplinare rappresenta un nuovo passaggio nello scontro tra il giornalista e i vertici di Viale Mazzini, ormai aperto da settimane e destinato a proseguire anche nelle aule giudiziarie.
La durata della sanzione è stata resa nota il 5 ottobre, mentre non risultano ancora indicate le date precise nelle quali la sospensione diventerà effettiva. Il provvedimento arriva al termine del procedimento disciplinare avviato dalla Rai a metà settembre dopo una relazione del Comitato etico aziendale.
Le contestazioni della Rai
La procedura era stata aperta il 16 settembre con l’invio a Ranucci di una lettera formale. L’azienda aveva contestato al giornalista una serie di comportamenti ritenuti incompatibili con le norme interne.
Tra gli elementi emersi nelle settimane precedenti figuravano la diffusione all’esterno di comunicazioni aziendali, alcuni giudizi rivolti ai vertici Rai e ai nuovi responsabili di Report e l’ingresso negli spazi aziendali di persone che, secondo la contestazione, non sarebbero state autorizzate.
Il procedimento era stato collegato anche alla più ampia vicenda riguardante i rapporti tra Ranucci e Valter Lavitola, indagato nell’inchiesta sull’attentato compiuto nell’ottobre 2025 davanti all’abitazione del giornalista. La Rai aveva però precisato che il procedimento disciplinare e la scelta editoriale di sostituire Ranucci alla guida del programma seguivano percorsi distinti.
La replica del giornalista
Ranucci ha reagito contestando il metro utilizzato dall’azienda nell’applicazione delle regole interne. Il giornalista ha chiamato in causa anche precedenti vicende che hanno coinvolto Serena Bortone e Roberto Saviano, sostenendo che il codice etico della Rai venga applicato in modo selettivo.
Nel mirino di Ranucci sono finite inoltre le dichiarazioni pubbliche pronunciate nei suoi confronti da esponenti e giornalisti dell’azienda, tra i quali il direttore dell’Approfondimento Paolo Corsini.
Lo scontro con Corsini è diventato uno dei punti più visibili della vicenda. Proprio il 5 ottobre, poche ore prima che emergesse la notizia della sospensione, il dirigente Rai aveva ribadito pubblicamente di considerare corretta la scelta di rimuovere Ranucci dalla conduzione di Report.
La battaglia sul reintegro
Parallelamente al procedimento disciplinare è ancora aperto il contenzioso davanti al Tribunale del lavoro di Roma. Ranucci ha presentato un ricorso d’urgenza contro la decisione di togliergli la conduzione della trasmissione, sostenendo tra l’altro di essere venuto a conoscenza della scelta attraverso le agenzie di stampa.
Il giudice si è riservato di decidere sulla domanda di reintegro. La questione è particolarmente delicata anche per i tempi televisivi, perché la nuova stagione di Report è prevista a partire dall’8 novembre.
Nel frattempo la Rai ha prospettato al giornalista diversi possibili incarichi alternativi all’interno dell’azienda. La trattativa sul futuro professionale di Ranucci resta però separata dalla causa con cui l’ex conduttore punta a tornare alla guida del programma.
Corsini: «Abbiamo agito correttamente»
Il direttore dell’Approfondimento Paolo Corsini ha confermato la linea dell’azienda, affermando di non ritenere probabile un ritorno di Ranucci alla conduzione.
Corsini ha sostenuto che la Rai abbia seguito correttamente tutte le procedure e che la decisione editoriale sia stata assunta nel rispetto delle competenze aziendali. Parole che hanno ulteriormente irrigidito un confronto ormai esteso dal piano editoriale a quello disciplinare e giudiziario.
La sospensione di dieci giorni non chiude quindi il caso. Restano da definire le date effettive dello stop, mentre soprattutto resta aperta la questione più rilevante: se il Tribunale del lavoro riterrà legittima la rimozione dalla conduzione di Report o se deciderà invece per il reintegro del giornalista.
