Strage Borsellino, Antimafia: "Mafia-appalti tra le cause"

Il procuratore De Luca rilancia la pista dell’insabbiamento

strage borsellino antimafia mafia appalti tra le cause

Audizione in Antimafia del procuratore di Caltanissetta: il filone mafia-appalti legato alla strage di via D’Amelio. Nuove tensioni tra magistrati e politica sul presunto insabbiamento

La pista mafia-appalti torna centrale. La gestione del filone mafia-appalti sarebbe stata una delle concause della strage di via D’Amelio, in cui il 19 luglio 1992 vennero uccisi il magistrato Paolo Borsellino e cinque agenti della scorta. È quanto ribadito dal procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca durante una lunga audizione davanti alla Commissione Antimafia. Secondo la ricostruzione illustrata, l’inchiesta su mafia e appalti, particolarmente seguita da Borsellino, sarebbe stata ostacolata all’epoca all’interno della Procura di Palermo, guidata da Pietro Giammanco, con il coinvolgimento degli allora sostituti Giuseppe Pignatone e Gioacchino Natoli.

La richiesta di archiviazione

Contestualmente all’audizione, la Procura nissena ha depositato una richiesta di archiviazione di 386 pagine per il procedimento contro ignoti legato a questo filone. Nel documento vengono ripresi e approfonditi elementi già emersi, comprese intercettazioni tra Natoli e l’ex pm oggi senatore Roberto Scarpinato. Secondo De Luca, quelle conversazioni metterebbero in dubbio l’attendibilità di Natoli, suggerendo una strategia condivisa nella gestione delle audizioni davanti alla Commissione. Scarpinato respinge le accuse, denunciando il rischio di processi paralleli senza contraddittorio.

Un conflitto lungo trent’anni

Il caso mafia-appalti è da decenni uno dei nodi più controversi nella storia giudiziaria italiana. Ha alimentato tensioni profonde tra la Procura di Palermo e il Ros dei Carabinieri, autori del rapporto del 1991 che individuava legami tra cosche mafiose e sistema degli appalti pubblici. Nel tempo si sono susseguite indagini e archiviazioni, senza arrivare a una verità condivisa. Ora la Procura di Caltanissetta sostiene di aver individuato nuovi elementi che rafforzerebbero l’ipotesi di un insabbiamento.

Nuovi elementi e scenari aperti

Tra i materiali analizzati ci sono intercettazioni recuperate e riesaminate, dalle quali emergerebbero contatti tra ambienti mafiosi e politici locali per l’aggiustamento di procedimenti giudiziari. Elementi che, secondo gli inquirenti, non sarebbero stati adeguatamente approfonditi all’epoca. Nel quadro ricostruito, anche altri aspetti della strage — dall’accelerazione dell’attentato alla scomparsa dell’agenda rossa di Borsellino — vengono letti come coerenti con il movente legato a mafia-appalti, crocevia di interessi criminali, politici ed economici. Una ricostruzione destinata a riaccendere il dibattito su una delle pagine più oscure della storia italiana recente.