Cripto e lusso, sequestro da 2 milioni a un indagato russo

La Guardia di Finanza smantella un sistema di abusivismo finanziario

cripto e lusso sequestro da 2 milioni a un indagato russo

L’inchiesta “Crypto Luxury” della Procura di Roma ricostruisce un presunto schema illecito tra investimenti in criptovalute, riciclaggio internazionale e beni di lusso

Un sistema costruito per attirare investitori promettendo facili guadagni in criptovalute e poi disperdere il denaro attraverso una rete internazionale di conti, exchange e wallet digitali. È il quadro emerso nell’operazione “Crypto Luxury”, coordinata dalla Procura di Roma e condotta dal Nucleo Speciale Polizia Valutaria e dal Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza.

Gli investigatori hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo disposto dal Gip del Tribunale di Roma nei confronti di un cittadino di origine russa indagato per abusivismo finanziario e autoriciclaggio. Il valore complessivo dei beni sequestrati supera i 2 milioni di euro.

La rete delle criptovalute

Secondo l’accusa, tra il 2017 e il 2019 due associazioni apparentemente dedicate alla formazione di operatori finanziari avrebbero promosso in modo abusivo investimenti in criptovalute, proponendo anche la gestione diretta dei wallet digitali dei clienti.

Il denaro raccolto sarebbe poi confluito sui conti correnti delle associazioni per essere rapidamente trasferito verso rapporti bancari italiani ed esteri riconducibili all’indagato. Da lì i fondi sarebbero stati convertiti in criptovalute attraverso piattaforme internazionali.

Gli investigatori parlano di migliaia di operazioni effettuate con tecniche di “chain hopping”, cioè continui passaggi tra differenti valute virtuali per rendere difficile la tracciabilità del denaro e occultarne la provenienza.

Conti esteri e beni di lusso

Le somme sarebbero poi rientrate nel circuito bancario tradizionale attraverso conti localizzati in Portogallo, Lituania, Germania, Svizzera, Francia e Regno Unito.

Secondo la ricostruzione investigativa, il denaro sarebbe stato utilizzato per finanziare uno stile di vita particolarmente lussuoso. Durante le perquisizioni eseguite tra Roma e provincia sono stati sequestrati una villa, due appartamenti, tre auto di grossa cilindrata — tra cui una Ferrari Portofino — e un’imbarcazione da diporto del valore di oltre 360 mila euro.

Nel mirino della Guardia di Finanza sono finiti anche conti correnti, diamanti e due server per attività di mining.

Wallet digitali e sequestri crypto

Nel corso delle attività investigative sono stati individuati anche wallet contenenti criptovalute come Bitcoin, Cosmos, Tezos e altre valute digitali, per un valore stimato di circa 130 mila euro.

L’indagine conferma come il settore delle criptovalute continui a rappresentare un ambito ad alta esposizione per operazioni di riciclaggio sofisticato, soprattutto quando vengono utilizzati exchange esteri e sistemi di conversione multipla tra asset digitali.

La Procura sottolinea che il sequestro disposto dal giudice riguarda tutti i beni riconducibili direttamente o indirettamente all’indagato fino alla concorrenza dell’importo contestato.