Un omicidio ricostruito fotogramma dopo fotogramma, con tecnologie digitali, rilievi tridimensionali e analisi delle tracce di sangue. È la nuova ricostruzione del delitto di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007, contenuta nella consulenza depositata nell’ambito dell’inchiesta che vede indagato Andrea Sempio.
Il documento, firmato dal colonnello Andrea Berti, comandante del Ris di Cagliari, descrive un «crescendo di violenza» articolato in otto momenti distinti, definiti “eventi”, che ripercorrono gli ultimi minuti di vita della ventiseienne.
La ricostruzione della scena
Secondo la consulenza, Chiara si trovava nel salottino di casa poco dopo le 9 del mattino, mentre faceva colazione. Il primo contatto con l’aggressore sarebbe avvenuto alla porta d’ingresso, seguito da una colluttazione. Le tracce ematiche individuate tra i divani e lungo il percorso verso le scale indicherebbero diversi tentativi di fuga e successive aggressioni. La vittima sarebbe stata colpita più volte, trascinata e infine fatta scivolare lungo le scale della cantina. Gli esperti sottolineano che il corpo non sarebbe stato lanciato, come ipotizzato in passato, ma accompagnato in un lento scivolamento lungo i gradini.
Le impronte e le tracce di sangue
Al centro delle nuove analisi ci sono le impronte ematiche e i movimenti attribuiti all’assassino dopo il delitto. La consulenza individua una possibile impronta di mano sinistra sul pavimento e altre tracce lasciate lungo le scale. Secondo gli investigatori, alcune impronte sarebbero compatibili con la presenza di Andrea Sempio sulla scena del crimine. Le verifiche sono state effettuate attraverso scanner, simulazioni tridimensionali e avatar digitali utilizzati per riprodurre postura e movimenti dell’aggressore. Dopo l’omicidio, il killer avrebbe attraversato bagno, cucina e salotto, forse per lavare l’arma del delitto, prima di lasciare l’abitazione.
Il possibile movente
La nuova inchiesta approfondisce anche il contenuto di una consulenza informatica. Secondo gli investigatori, Sempio avrebbe avuto accesso al computer della vittima alcune settimane prima dell’omicidio. Tra gli elementi esaminati figurano anche appunti e soliloqui attribuiti all’indagato. Uno dei fogli, contenente il termine «assassino», era stato ritrovato in un cestino lontano dalla sua abitazione. La difesa sostiene però che si trattasse soltanto di materiale legato alla preparazione di uno spettacolo.
Un caso mai chiuso davvero
Il delitto di Chiara Poggi resta uno dei casi giudiziari più discussi degli ultimi decenni in Italia. Per l’omicidio è stato condannato in via definitiva l’ex fidanzato Alberto Stasi, ma le nuove indagini della Procura di Pavia hanno riportato l’attenzione investigativa su ulteriori elementi e possibili responsabilità. La nuova consulenza tecnica punta ora a ridefinire dinamica, tempi e comportamenti dell’aggressore attraverso strumenti scientifici più avanzati rispetto a quelli disponibili all’epoca delle prime indagini.
