Un bambino di cinque anni è stato trasportato in codice rosso all’ospedale Sant’Andrea di Roma dopo avere accusato un malore provocato dalla probabile inalazione di cloro all’interno di un circolo sportivo di Mentana. Altre sette persone, quattro minori e tre adulti, sono state ricoverate in codice giallo in diversi ospedali della Capitale e della provincia.
L’allarme è scattato nel pomeriggio di domenica 19 luglio, quando diversi bagnanti hanno cominciato ad avvertire bruciore agli occhi, irritazione alla gola, tosse e difficoltà respiratorie. I presenti sono stati fatti allontanare dalla zona della piscina mentre venivano richiesti i soccorsi.
Nel circolo si trovavano in quel momento circa cinquanta persone. La struttura è stata evacuata in via precauzionale e successivamente chiusa, in attesa degli accertamenti tecnici necessari a individuare la causa della possibile dispersione della sostanza irritante.
Cinque bambini tra le persone ricoverate
Le condizioni più serie sono quelle del bambino di cinque anni, affidato ai sanitari e trasferito al Sant’Andrea in codice rosso. Al momento non sono stati diffusi ulteriori dettagli sul quadro clinico né sull’eventuale pericolo di vita.
Negli altri ospedali sono stati accompagnati quattro bambini di età compresa tra i dieci e i quindici anni e tre adulti. Tutti sono stati classificati in codice giallo. Le loro condizioni non sarebbero considerate critiche, ma i medici li stanno sottoponendo agli esami necessari per valutare gli effetti dell’esposizione sulle vie respiratorie.
L’inalazione di vapori contenenti cloro può provocare irritazioni immediate a occhi, naso e gola, tosse, senso di oppressione al torace e difficoltà nel respirare. Nei casi di esposizione più intensa possono verificarsi lesioni polmonari che richiedono un monitoraggio prolungato.
Gli accertamenti nell’impianto
I vigili del fuoco hanno messo in sicurezza l’area e avviato le verifiche nei locali tecnici e negli impianti utilizzati per il trattamento dell’acqua. Gli accertamenti dovranno stabilire se le esalazioni siano state provocate da una concentrazione eccessiva di prodotto, da un guasto oppure dalla reazione accidentale tra sostanze chimiche impiegate nella manutenzione.
La dinamica non è ancora stata chiarita. Nelle piscine il cloro viene normalmente utilizzato per la disinfezione dell’acqua, ma una gestione non corretta dei reagenti può liberare vapori irritanti. Episodi analoghi sono stati ricondotti in passato alla miscelazione accidentale di prodotti incompatibili durante il riempimento dei serbatoi o le operazioni di manutenzione.
I tecnici dovranno controllare le quantità utilizzate, il funzionamento dei sistemi di dosaggio e ventilazione e le procedure seguite prima dell’incidente. Saranno inoltre raccolte le testimonianze degli operatori e delle persone presenti al momento dei primi malori.
Il circolo resta chiuso
L’impianto sportivo rimarrà chiuso fino alla conclusione delle verifiche e al ripristino delle condizioni di sicurezza. Prima di una possibile riapertura sarà necessario escludere la presenza di ulteriori sostanze nell’aria e accertare che gli impianti siano pienamente funzionanti.
L’evacuazione ha consentito di allontanare rapidamente tutti i frequentatori e di limitare il numero delle persone esposte. Resta ora da comprendere per quanto tempo i bagnanti abbiano respirato i vapori e in quale punto della struttura si sia verificata la dispersione.
Le autorità sanitarie continuano a seguire le condizioni degli otto ricoverati, con particolare attenzione al bambino di cinque anni. Eventuali responsabilità potranno essere valutate soltanto dopo gli esiti degli accertamenti tecnici e sanitari.
