A Milano la paura di nuovi disordini sta cambiando le abitudini dei commercianti del centro. Dopo le violenze e i saccheggi dello scorso fine settimana, diversi negozi hanno deciso di non aprire sabato 24 ottobre, mentre altri stanno predisponendo protezioni per le vetrine e misure di sicurezza aggiuntive. Il timore è che le nuove mobilitazioni annunciate per il weekend possano trasformarsi in ulteriori episodi di vandalismo, come accaduto tra sabato 17 e domenica 18 ottobre.
La tensione si avverte soprattutto nella zona di piazza Cordusio, via Orefici e piazza Duomo, dove le immagini delle vetrine distrutte e dei negozi saccheggiati sono ancora nella memoria di dipendenti e titolari. Alcuni esercizi hanno già comunicato la chiusura, altri attendono indicazioni dalle forze dell'ordine. Nel frattempo, i grandi marchi del lusso della Galleria Vittorio Emanuele II valutano come proteggere personale e clienti.
Via Orefici, almeno quattro negozi resteranno chiusi
La decisione più netta arriva da via Orefici, a pochi passi da Cordusio. Qui il responsabile di un punto vendita che commercializza anche marchi come Timberland e The North Face ha spiegato che sabato il negozio non aprirà. Una scelta motivata dalla preoccupazione per possibili nuovi assalti e dai consigli ricevuti dalle forze dell'ordine.
L'esercizio commerciale prevede inoltre di installare entro venerdì sera protezioni sulle vetrine, così da limitare i danni nel caso in cui dovessero ripetersi episodi di violenza. Secondo il responsabile, almeno quattro negozi della stessa strada hanno deciso di abbassare le serrande. Tra questi figurerebbe anche Tommy Hilfiger.
La decisione non nasce soltanto dal timore di danni materiali. A pesare è soprattutto quanto accaduto domenica scorsa, quando gruppi di giovani hanno preso di mira diversi esercizi commerciali e le tensioni sono cresciute rapidamente, costringendo dipendenti e clienti a cercare riparo.
Per alcuni commercianti, affrontare un'altra giornata di incertezza significherebbe esporre il personale a rischi difficili da prevedere. Da qui la scelta di rinunciare a una giornata di vendite pur di evitare possibili conseguenze più gravi.
Le vetrine distrutte e la paura dei dipendenti
I segni delle violenze del 18 ottobre sono ancora visibili. In via Orefici i negozi Levi's e Under Armour erano stati presi d'assalto durante i disordini che avevano interessato il centro cittadino. Le vetrine erano state infrante, anche utilizzando parti di un monopattino, mentre alcuni gruppi avevano sottratto merce dai punti vendita.
Una commessa di un noto marchio di jeans racconta che durante gli episodi di vandalismo i dipendenti dei negozi della zona si erano tenuti costantemente in contatto per segnalare l'avvicinamento dei gruppi violenti. Una rete spontanea di comunicazione che aveva permesso a diversi esercizi di chiudere prima che la situazione degenerasse.
Nel suo negozio una vetrina è stata danneggiata e ora è coperta da un pannello di legno. Nonostante l'esperienza della settimana precedente, l'attività resterà aperta anche sabato. La lavoratrice dice di non avere, almeno per il momento, particolare paura, ma spera che la giornata trascorra senza incidenti.
Il quadro che emerge è quello di un centro commerciale cittadino diviso tra chi sceglie la prudenza assoluta e chi prova a garantire la normale attività, pur mantenendo alta l'attenzione.
In Galleria i marchi del lusso preparano le difese
Una situazione analoga si registra nella Galleria Vittorio Emanuele II, uno dei luoghi simbolo dello shopping milanese e una delle principali destinazioni turistiche della città.
Al momento, i negozi dei grandi marchi del lusso non hanno annunciato una chiusura generalizzata. Dal punto vendita Louis Vuitton spiegano di non aver ricevuto indicazioni in tal senso, mentre anche Rolex prevede, per ora, di mantenere aperto.
Questo non significa che la preoccupazione sia assente. In uno dei negozi della Galleria, una dipendente racconta che potrebbero essere installate protezioni sulle vetrine per prevenire eventuali danneggiamenti.
Il ricordo dello scorso fine settimana è particolarmente difficile per chi si è trovato a lavorare durante i disordini. La stessa addetta riferisce che dipendenti e clienti erano rimasti bloccati all'interno del negozio per circa due ore. Per consentire un'uscita in sicurezza, era stato necessario accompagnare i presenti attraverso un accesso posteriore.
Per sabato, il punto vendita ha quindi deciso di sospendere gli appuntamenti con i clienti. Una misura precauzionale che punta a evitare l'arrivo di persone durante una giornata considerata potenzialmente problematica.
Il precedente dei saccheggi del 18 ottobre
La prudenza dei commercianti trova spiegazione negli avvenimenti del fine settimana precedente. Domenica 18 ottobre, durante le tensioni nel centro di Milano, diversi esercizi erano stati danneggiati e saccheggiati.
Oltre ai negozi di via Orefici, erano stati presi di mira altri punti vendita nell'area compresa tra Cordusio, via Torino, Foro Bonaparte e Brera. Le forze dell'ordine erano intervenute con reparti antisommossa e lacrimogeni per contenere i gruppi responsabili dei disordini.
Anche la Galleria era stata interessata da importanti misure di sicurezza. Alcuni locali storici avevano chiuso, mentre altri avevano ritirato tavolini, sedie e strutture esterne nel tentativo di prevenire danni.
Nei giorni successivi, la preoccupazione si era estesa anche al Quadrilatero della moda, dove diversi esercizi avevano abbassato le serrande e alcuni commercianti avevano cominciato a confrontarsi attraverso gruppi di messaggistica per coordinare le decisioni.
Domani, l'incognita delle nuove mobilitazioni
L'attenzione delle autorità è ora concentrata su domani. Nei giorni scorsi sono circolati nuovi appelli a ritrovarsi in centro, in particolare nell'area di piazza Duomo, anche se non tutte le iniziative hanno assunto la forma di manifestazioni ufficialmente annunciate.
Il sindaco Giuseppe Sala ha espresso preoccupazione per il rischio di nuovi disordini. Nel frattempo, sono proseguiti i contatti tra rappresentanti delle attività commerciali e forze dell'ordine per valutare le misure necessarie a tutelare lavoratori, residenti e visitatori.
