L’Italia muove il primo passo concreto verso una Strategia di sicurezza nazionale. Il Dpcm del 22 aprile 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 6 maggio, disciplina il funzionamento del Cisr nelle crisi che coinvolgono la sicurezza nazionale e introduce la procedura per adottare un documento finora assente nell’architettura istituzionale italiana.
Il nuovo ruolo del Cisr
Il cuore del provvedimento è il Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica, chiamato a proporre al presidente del Consiglio indirizzi, misure e strumenti per gestire le crisi. Il decreto include anche le minacce ibride e rafforza il raccordo tra amministrazioni, intelligence, cybersicurezza e vertice politico.
La strategia che mancava
Secondo l’analisi di Lorenzo Termine, Gabriele Natalizia e Laura Donnini su Geopolitica.info, il passaggio può colmare una lacuna storica: l’Italia è l’unico Paese del G7 senza una strategia nazionale organica sulla sicurezza. Il documento dovrà indicare interessi fondamentali, obiettivi, strumenti e modalità di risposta alle crisi.
Il nodo politico
La sfida non sarà solo scrivere la Strategia, ma renderla vincolante nelle scelte pubbliche. In un quadro internazionale segnato da guerre, frizioni tra alleati, cyberattacchi e instabilità mediterranea, Palazzo Chigi prova a costruire una cabina di regia più stabile. La chiarezza strategica, però, potrà ridurre anche i margini di ambiguità della politica estera italiana.
