Le prime crepe nel processo. Si incrina il maxi-processo che coinvolge il Comune metropolitano di Istanbul. Nel quindicesimo giorno di udienza, 18 dei 107 imputati detenuti sono stati scarcerati, mentre restano in carcere il sindaco Ekrem Imamoglu e altri esponenti del Partito Popolare Repubblicano. Il primo cittadino ha definito il procedimento «politico», parlando apertamente di «atto di oppressione» e chiedendo la liberazione di tutti gli imputati. Il numero dei detenuti scende così a 89, ma la tenuta dell’intero impianto accusatorio appare sempre più fragile.
Il nodo delle testimonianze
Il cuore del processo, che conta oltre 400 imputati e un dossier di migliaia di pagine, è rappresentato dalle dichiarazioni dei cosiddetti “pentiti”. Proprio su questo fronte arrivano i colpi più duri per la procura. Due testimoni chiave, Vedat Sahin e Murat Kapki, hanno ritirato le loro deposizioni. I legali parlano di pressioni e promesse implicite di scarcerazione. Le ritrattazioni riguardano elementi centrali dell’inchiesta, tra cui l’assegnazione degli spazi pubblicitari e i presunti sistemi di corruzione. Questo cambio di versione mina alla base l’accusa che descrive Imamoglu come leader di un’organizzazione criminale dedita a corruzione e manipolazione degli appalti.
Un’inchiesta che si allarga
Le implicazioni vanno oltre Istanbul. A Bursa, un’indagine parallela ha portato all’arresto di 55 persone, tra cui il sindaco Mustafa Bozbey, con accuse analoghe. A Usak, il sindaco Özkan Yalim è stato coinvolto in un’altra inchiesta per corruzione ed estorsione. In entrambi i casi emerge uno schema simile: presunti favori edilizi e appalti pilotati in cambio di tangenti. Il filo conduttore resta l’uso massiccio delle testimonianze dei collaboratori di giustizia. La loro progressiva ritrattazione apre interrogativi profondi sulle modalità investigative.
Lo scontro politico
Il leader del CHP, Özgu¨r Özel, denuncia irregolarità e chiama in causa la magistratura, chiedendo trasparenza. Ha inoltre lanciato una proposta politica radicale: ripetere le elezioni nei comuni dove i sindaci sono stati arrestati. Una sfida diretta al governo guidato da Recep Tayyip Erdogan e al suo partito, l’AKP, mentre i sondaggi indicano il CHP in crescita oltre il 33%.
Scenari futuri
Il processo riprende oggi in un clima di crescente tensione politica e istituzionale. Il ritiro delle testimonianze chiave potrebbe portare a una revisione delle accuse o a nuovi sviluppi giudiziari. Nel frattempo, il caso Istanbul si conferma come uno dei fronti più delicati nello scontro tra governo e opposizione in Turchia, con possibili ripercussioni anche sul piano elettorale nazionale.
