La Russia rilancia il dialogo diplomatico e chiede di consolidare il cessate il fuoco tra Iran e Israele, evitando un ritorno alle ostilità che rischierebbe di destabilizzare l’intera regione e l’economia globale. A dirlo è stato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, all’indomani dell’incontro tra il presidente Vladimir Putin e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. “Non è nell’interesse di nessuno tornare al conflitto”, ha sottolineato Peskov, indicando come prioritario il mantenimento della tregua e la ripresa dei negoziati, soprattutto per la sicurezza dello strategico Stretto di Hormuz, crocevia fondamentale per il commercio energetico mondiale.
Le accuse di Teheran
Dal canto suo, Abbas Araghchi ha puntato il dito contro Washington, accusandola di aver compromesso i tentativi di pace avviati a inizio aprile a Islamabad. Secondo il ministro iraniano, il precedente round negoziale non ha raggiunto risultati concreti a causa di “richieste eccessive” avanzate dagli Stati Uniti. Arrivato a San Pietroburgo per rafforzare il coordinamento con Mosca, Araghchi ha ribadito la necessità di riaprire il dialogo sia sul cessate il fuoco sia sulla sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz, nodo centrale delle tensioni internazionali.
Il ruolo della Russia
Durante il colloquio, il presidente Vladimir Putin ha assicurato che la Russia farà “tutto il possibile” per favorire una soluzione pacifica e rapida del conflitto. Mosca si conferma così uno dei principali alleati della Repubblica islamica, mantenendo una relazione definita “strategica”. Putin ha inoltre rivelato di aver ricevuto un messaggio dalla Guida Suprema iraniana, Ali Khamenei, a conferma di un canale diretto e costante tra i due Paesi. Nel corso dell’incontro, il leader russo ha espresso auspici positivi per la stabilità della regione e per il rafforzamento dei rapporti bilaterali.
Equilibri e prospettive
A quasi tre settimane dalla tregua che ha posto fine a 40 giorni di scontri tra Iran e Israele, il quadro resta fragile. Il fallimento dei negoziati e le tensioni tra Teheran e Washington continuano a pesare sulle prospettive di pace. La posizione della Russia, orientata a evitare un’escalation, si inserisce in un contesto internazionale complesso, dove gli equilibri geopolitici e gli interessi economici, a partire dalle rotte energetiche, rendono ogni sviluppo particolarmente delicato.
