Masha e Orso entra a pieno titolo nello scontro politico tra Mosca e Kiev. Il Cremlino ha reagito duramente alle sanzioni decise dall’Ucraina contro autori, produttori e società legati al popolarissimo cartone animato russo, definendo la misura «un’altra dimostrazione della bruttezza del regime di Kiev».
A pronunciare le parole è stato il portavoce della presidenza russa Dmitry Peskov, secondo il quale la serie avrebbe «conquistato il mondo» grazie alla sua «gentilezza» e alla sua «umanità». Peskov ha parlato anche di una forma di «propaganda, nel miglior senso della parola, delle migliori qualità umane», sostenendo che l’Ucraina avrebbe ormai deciso di «dichiarare guerra anche ai cartoni animati».
Le sanzioni firmate da Zelensky
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha firmato il 20 agosto quattro decreti che introducono nuovi pacchetti di sanzioni contro soggetti russi. Una delle decisioni riguarda specificamente cinque cittadini della Federazione Russa e quattro organizzazioni coinvolte nella creazione e nella distribuzione di Masha e Orso.
Tra i soggetti colpiti figura Animaccord, lo studio di animazione che ha prodotto la serie, insieme al fondatore, al direttore generale e ad alcune delle principali figure creative e produttive del progetto. Secondo l’ufficio della presidenza ucraina, il cartone diffonderebbe «narrazioni filorusse» presentate sotto forma di contenuto destinato ai bambini, costituendo così una minaccia alla sicurezza nazionale.
Le misure prevedono restrizioni economiche e patrimoniali nei confronti dei soggetti sanzionati. In territorio ucraino possono inoltre comportare limitazioni alla diffusione del programma e il blocco delle versioni del cartone presenti sulle piattaforme digitali, comprese quelle in ucraino, russo e inglese.
Kiev: «Propaganda rivolta ai bambini»
La scelta delle autorità ucraine si inserisce in una strategia più ampia contro quella che Kiev considera una componente della capacità di influenza culturale russa. Il consigliere presidenziale per la politica delle sanzioni Vladyslav Vlasiuk ha sostenuto che l’Ucraina debba reagire in modo particolare quando la propaganda viene indirizzata ai bambini e distribuita attraverso grandi piattaforme internazionali.
Per il governo ucraino il problema non riguarda quindi semplicemente la provenienza russa della serie. Le autorità contestano alcuni messaggi e simboli presenti negli episodi, interpretandoli nel contesto della guerra e della più ampia battaglia sull’influenza mediatica e culturale di Mosca.
Le polemiche su Masha e Orso non sono nuove. Già negli anni scorsi il programma era stato oggetto di discussione in Ucraina e, nell’estate del 2026, la questione era arrivata anche nel Regno Unito, dove un gruppo di parlamentari aveva chiesto alle piattaforme di streaming di riesaminare la presenza della serie, ritenendola uno strumento di soft power russo.
Animaccord respinge le accuse
La società produttrice ha contestato questa lettura. Animaccord ha sostenuto che il cartone non contenga messaggi politici e che i suoi contenuti siano costruiti attorno a temi universali come amicizia, immaginazione e rapporti familiari. La società ha inoltre negato di ricevere finanziamenti dal governo russo.
La serie, nata in Russia e ispirata liberamente a una fiaba popolare, è diventata negli anni uno dei prodotti di animazione russi più conosciuti a livello internazionale. È stata tradotta in numerose lingue e distribuita in decine di Paesi, raggiungendo un pubblico enorme anche sulle piattaforme online. Proprio questa diffusione globale è al centro della replica di Mosca.
Peskov ha infatti utilizzato il successo internazionale del cartone per respingere l’accusa ucraina, presentando le sanzioni come una scelta politica che, secondo il Cremlino, finirebbe per trasformare anche un prodotto destinato ai bambini in terreno di confronto tra i due Paesi.
Una nuova battaglia nella guerra dell’informazione
La vicenda mostra quanto il conflitto tra Russia e Ucraina si sia esteso ben oltre il terreno militare. Dalle televisioni alle piattaforme sociali, dai prodotti culturali all’intrattenimento destinato ai più piccoli, entrambi i Paesi considerano ormai la comunicazione e la capacità di influenzare l’opinione pubblica come parte integrante dello scontro.
Per Kiev, limitare la presenza di prodotti ritenuti funzionali alla narrativa russa significa ridurre uno degli strumenti di influenza di Mosca. Per il Cremlino, al contrario, il provvedimento contro Masha e Orso viene utilizzato per accusare il governo ucraino di trasformare la cultura e l’intrattenimento in bersagli politici.
L’Ucraina ha annunciato che trasmetterà ai partner internazionali le informazioni relative ai nuovi soggetti sanzionati con l’obiettivo di favorire un eventuale coordinamento delle misure anche fuori dai propri confini. Al momento, tuttavia, le sanzioni decise da Zelensky sono provvedimenti ucraini e non equivalgono automaticamente a un divieto internazionale della serie.
