Francia, studenti di nuovo in piazza: scontri con la polizia a Strasburgo

L’“atto III” della protesta attraversa il Paese. Blocchi nei licei e tensioni anche a Parigi

francia studenti di nuovo in piazza scontri con la polizia a strasburgo

Nuova giornata di mobilitazione studentesca in Francia. Cortei in numerose città, blocchi davanti agli istituti e scontri con la polizia. Il movimento chiede più risorse per la scuola e migliori condizioni per studenti e docenti.

La protesta degli studenti torna a riempire le strade della Francia. Dopo le manifestazioni e gli scontri dei giorni scorsi, migliaia di giovani hanno partecipato a una nuova giornata di mobilitazione nazionale, ribattezzata “atto III” del movimento. Cortei, blocchi degli istituti e presidi sono stati organizzati in numerose città, con momenti di forte tensione soprattutto a Strasburgo e Parigi.

A Lione, gli studenti hanno iniziato a sfilare fin dalla mattina dietro striscioni dedicati al diritto allo studio e al futuro delle nuove generazioni. Tra gli slogan più ricorrenti quelli che chiedono di riportare l’istruzione al centro delle priorità nazionali e di garantire condizioni migliori negli istituti.

Scontri a Strasburgo

Le tensioni più evidenti si sono registrate a Strasburgo, dove manifestanti e forze dell’ordine sono entrati in contatto durante il corteo. Le immagini diffuse nelle ultime ore mostrano reparti antisommossa impegnati a respingere gruppi di studenti, in un clima già segnato dalle polemiche per la gestione dell’ordine pubblico nelle precedenti giornate di protesta.

Il movimento studentesco, iniziato a settembre nell’area parigina e rapidamente esteso a tutto il Paese, ha già prodotto migliaia di fermi e centinaia di feriti. Il ministero dell’Interno ha confermato l’apertura di diverse indagini sull’operato delle forze di polizia, mentre associazioni per i diritti civili hanno chiesto una riduzione della tensione.

Uno degli episodi che ha maggiormente alimentato le polemiche riguarda un quindicenne rimasto gravemente ferito durante gli scontri dei giorni scorsi dopo l’esplosione di un dispositivo utilizzato nelle operazioni di dispersione della folla.

Blocchi e strade occupate a Parigi

A Parigi, dove il corteo principale è previsto nel pomeriggio, le proteste sono cominciate già in mattinata davanti a diversi licei. Alcuni studenti hanno bloccato gli ingressi degli istituti e occupato tratti stradali, provocando l’intervento della polizia.

Particolarmente tesa la situazione nei pressi del liceo Hélène-Boucher, nel ventesimo arrondissement, dove gli studenti hanno interrotto la circolazione sul cours de Vincennes. Genitori, rappresentanti sindacali e associazioni erano presenti sul posto con l’obiettivo dichiarato di interporsi tra i giovani e le forze dell’ordine.

Le mobilitazioni interessano anche le università. Nei giorni precedenti decine di sedi accademiche erano state coinvolte da blocchi o sospensioni delle lezioni, mentre le organizzazioni studentesche hanno presentato una piattaforma comune di richieste al governo.

Scuole, insegnanti e futuro al centro della protesta

Alla base della mobilitazione ci sono soprattutto le condizioni del sistema scolastico. Gli studenti denunciano la carenza di insegnanti e personale, il mancato rimpiazzo dei docenti assenti, edifici in cattivo stato e classi considerate troppo affollate. A queste rivendicazioni si aggiungono le preoccupazioni per l’accesso all’università e per le prospettive occupazionali.

Secondo le organizzazioni studentesche, le proteste hanno coinvolto centinaia di licei in tutto il territorio nazionale. Alla mobilitazione si sono progressivamente aggiunti anche insegnanti, genitori e organizzazioni sindacali.

Il governo del premier Sébastien Lecornu ha riconosciuto la dimensione della protesta e promesso nuove proposte sul sistema dell’istruzione. La risposta dell’esecutivo, tuttavia, non ha finora fermato la mobilitazione, diventata uno dei principali dossier politici e sociali dell’autunno francese.

Una protesta che mette sotto pressione il governo

La nuova giornata di cortei arriva in un clima già molto teso. Le manifestazioni delle ultime settimane hanno registrato episodi di violenza, danneggiamenti e un massiccio impiego delle forze dell’ordine. Le autorità hanno schierato un dispositivo di sicurezza rafforzato nelle principali città per evitare nuovi disordini.

Il rischio, per il governo, è che una protesta nata dalle difficoltà quotidiane nelle scuole si trasformi in una contestazione più ampia sulla condizione giovanile e sulle politiche sociali. Il movimento non appare ancora vicino a esaurirsi e le organizzazioni degli studenti chiedono risposte rapide e concrete.