La Corte penale internazionale avrebbe emesso cinque nuovi mandati di arresto contro cittadini israeliani: tre politici e due ufficiali militari. La notizia, rilanciata da Haaretz e ripresa da agenzie internazionali, non è stata finora confermata pubblicamente dall’Aia. Anche il ministero degli Esteri israeliano e la Procura di Israele non hanno commentato.
Il precedente Netanyahu-Gallant
Il caso si inserisce nel solco dei mandati già emessi il 21 novembre 2024 contro il premier Benjamin Netanyahu e l’ex ministro della Difesa Yoav Gallant, accusati di crimini di guerra e crimini contro l’umanità nella guerra di Gaza. La Cpi aveva respinto le contestazioni israeliane sulla giurisdizione.
Mandati riservati
La Corte può emettere provvedimenti non immediatamente pubblici, rendendoli noti solo in una fase successiva. Se la notizia sarà confermata, salirebbe a sette il numero dei funzionari israeliani esposti al rischio di arresto nei Paesi che riconoscono lo Statuto di Roma.
Il nodo politico e diplomatico
Per Israele, che contesta la competenza della Corte, l’eventuale estensione dei mandati aprirebbe un nuovo fronte diplomatico. Per gli Stati aderenti alla Cpi, invece, resterebbe il tema dell’obbligo di cooperazione con l’Aia in caso di ingresso degli indagati nel proprio territorio.
