Napoli come Caracas, più pericolosa di Raqqa e Mogadiscio. Per il Sun andare a Napoli è come scendere all'inferno, uno dei posti più pericolosi del pianeta. Gang, droga e delitti. I simboletti sulla cartina che sta facendo il giro del web, ci sono tutti e in Europa la città del Vesuvio è considerata, sempre a detta del Sun, la più pericolosa. Il sospetto è che l'articolo sua stato redatto solo sulla base del numero dei morti ammazzati che, spiace dirlo, ma è oggettivamente tra i più elevati grazie alle faide di camorra che insanguinano le strade da anni con picchi particolarmente intensi negli ultimi dodici mesi.
I clan partenopei - scrive il Sun - si uniscono nel Sistema, The System» e si distinguono da altri consessi mafiosi italiani per l’assenza di gerarchie nell’organizzazione, quindi di veri boss al vertice. Le gang, spesso baby, «crews of kids composte da dodicenni, compiono ogni giorno atti di microcriminalità. Fin qui nessuno potrebbe obiettare, ma è il confronto con le altre città della cartina della paura che lascia perplessi.
Paragonare Napoli alle aree urbane del pianeta più invivibili come le strade del narcotraffico dell'america america latina o alla capitale dell'Isis appare un tantino forzato.
Non è la prima volta che la stampa scandalistica britannica disegna Napoli come il crocevia della dannazione. Una fotografia che si oppone nettamente all'immagine della Napoli del risveglio culturale e turistico a cui ci ha abituati di recente il sindaco De Magistris.
È un giudizio falso, superficiale, di chi evidentemente non ha mai passato un giorno della sua vita a Napoli, città piena di problemi ma che nelle classifiche del mondo non è collocata lì dove la colloca il Sun». Ha risposto il sindaco , interpellato dall'Ansa. “E grave che si continui a dare di Napoli una narrazione antistorica e soprattutto al di fuori della realtà che oggi la città sta vivendo». «Credo - ha aggiunto - che sia gente che non ha mai vissuto un'emozione straordinaria come vivere e passare per la città di Napoli. Non sanno cosa si perdono e vanno avanti con affermazioni che sono fuori dalla realtà e risibili ma, attesa la fonte, non producono un danno alla nostra città».
