Procura di Napoli, inizia l'era Melillo

Oggi l'insediamento del nuovo Procuratore a capo dell'ufficio inquirente più grande d'Italia

Tra i primi compiti in agenda la riorganizzazione del pool antiterrorismo e del pool specializzato in reati di criminalità economica

Napoli.  

Almeno duecento persone, tra magistrati avvocati ed esponenti delle forze dell'ordine, hanno salutato il nuovo procuratore Giovanni Melillo. La cerimonia di insediamento si è svolta nell'aula 719 al settimo piano di Palazzo di Giustizia, presieduta dal presidente del Tribunale Ettore Ferrara.

Giovanni Melillo, 57 anni, nato a Foggia, prende possesso oggi ufficialmente del più grande ufficio inquirente d'Italia con i suoi 97 sostituti, 8 procuratori aggiunti e 109 vice procuratori onorari.

Ai numeri di un ufficio che è rimasto senza guida per più di cinque mesi, va aggiunta la complessità di una Procura investita da inchieste e problemi di straordinaria portata.

Il Plenum del Csm dopo un lungo e serrato dibattito interno, a tratti anche aspro e polemico, ha deciso di affidare a Melillo la guida di questo ufficio.

Melillo, eccellente organizzatore, con esperienze dentro e fuori la giurisdizione come Capo di Gabinetto del Ministro della Giustizia, l'ha spuntata con 14 voti contro i 9 di Federico Cafiero De Raho, straordinario magistrato antimafia.

E ora toccherà a lui il compito non certo facile di guidare la Procura napoletana, dove ci sono pendenze per 120 mila processi, una macchina enorme che va ripensata, migliorata, per un territorio tra i più difficili, con una situazione di criminalità diffusa. Un ufficio che ha bisogno di recuperare autorevolezza e rimettersi in equilibrio con le altre autorità giudiziarie.

Alla cerimonia tante strette di mano e parole di affetto tra il nuovo capo dei pm e Francesco Cananzi, ceader di Unicost, partito avversario alla nomina di Melillo. «Oggi - ha detto Ferrara - la presenza di tanti colleghi qui dimostra il rispetto delle istituzioni e la voglia di legalità di questa città».

Presenti i suoi predecessori Giandomenico Lepore e Giovanni Colangelo, fino a Nunzio Fragliasso, che ha retto la procura in questi mesi di vacatio.

C'erano anche molti dei pm degli uffici che passano sotto il comando di Melillo, tra cui Henry John Woodcock.

Giuseppe De Carolis, presidente della corte d'appello di Napoli, ha sottolineato "il compito non facile che attende Melillo che saprà affrontarlo con le sue doti umane e di grande professionista". A Melillo è stata assicurata grande collaborazione e sinergia.

Tra i primi compiti in agenda la riorganizzazione del pool antiterrorismo e del pool specializzato in reati di criminalità economica, due uffici strategici e importanti nell'ambito dell'azione svolta dalla Procura partenopea. Una riorganizzazione che procederà di pari passo con l'arrivo di nove nuovi giudici alla Corte di Appello di Napoli, a testimoniare la necessità di un grande impegno che attende la procura napoletana da qui ai prossimi anni.