Scoppia la "bomba rom": qui non li vogliamo!

Dopo l'incendio del 27 agosto De Magistris deve sistemare 200 rom. E Miano insorge.

«Qui c'è già coprifuoco, fdaremo le barricate: non siamo razzisti, ma la zona è già degradata». Il sindaco: questa è la città dell'accoglienza e dei diritti e doveri. Niente deportazioni.

 

Era solo questione di tempo. La sistemazione dei rom a Napoli era una bomba a orologeria per l'amministrazione De Magistris e sarebbe scoppiata comunque: il processo di trasferimento da Cupa Perillo a Scampia era già cominciato, l'incendio che il 27 agosto ha devastato la zona ha solo accelerato i tempi.

Quell'incendio è doloso

Incendio che il sindaco continua a ritenere doloso: «Voglio sapere chi ha ritenuto, in questo preciso momento, di appiccare quell'incendio e sono sicuro che magistratura e forze dell'ordine lavoreranno in questa direzione. Scampia è Napoli, è un attentato criminale nei confronti della città, di persone che avrebbero potuto perdere la vita».

Il sindaco: quei 300 rom sono napoletani

Ma mentre si indaga e si fanno i conti con l'inquinamento della zona devastata dal rogo, dall'altra parte bisogna trovare un posto in cui alloggiare le 300 persone sfollate. Auditorium e Caserma Boscariello sono soluzioni temporanee, ribadisce il primo cittadino nell'aula del consiglio comunale. «Noi non pratichiamo deportazioni – ha detto De Magistris -. Non ci interessano baraccopoli né tendopoli. Abbiamo adottato una soluzione temporanea, quella che in quel momento ci è sembrata la soluzione più opportuna. Quelle persone sono napoletane, sono qui da 30 anni i bambini sono iscritti a scuola. Noi siamo quelli che non tollereremo mai azioni militari di sgombero che a Napoli non sono necessarie. A Napoli coniughiamo integrazione, inclusione, solidarietà, diritti e doveri. La soluzione dell'Auditorium sarà per dieci o undici giorni, così come per la Boscariello non si andrà oltre la fine dell'anno – promette il sindaco -. Ho preso il mio impegno con il ministro della Difesa, Pinotti, a cui va il mio ringraziamento».

Non è uno sgombero, li trasferiamo per tutelarli

Sulle cifre è l'assessore al welfare Roberta Gaeta, nella sua relazione al consiglio comunale, a chiarire: «Nell'auditorium di Scampia sono ospitate attualmente 60 persone, 32 adulti, 5 bambini che hanno meno di un anno, 18 bambini tra i due e i 10 anni e 5 ragazzi tra gli 11 e i 17 anni. Non è uno sgombero, ma un trasferimento per la tutela delle persone».

Siamo pronti alle barricate, non li vogliamo

Fuori dal Palazzo San Giacomo la portavoce del "Comitato Miano protagonista" Raffaella Apreda si ribella a nome dei suoi concittadini. Nel quartiere sono tutti in agitazione. Hanno presentato una petizione popolare contro l'arrivo dei rom nella caserma destinata a diventare centro sportivo. Oltre 2mila le firme e se non bastano si dicono pronti alle barricate davanti alla struttura per impedire l'arrivo dei nomadi. «Non siamo razzisti, ma 300 rom a Miano è troppo. Chiediamo che si realizzino in diversi quartieri della città campi attrezzati come quello di Ccampia alle spalle del carcere di Secondigliano – dice la Apreda -. Ci sono 10 municipalità a Napoli, basterebbe mandare 30 rom in ogni municipalità per risolvere il problema. Non può pagare sempre la periferia. Noi a Miano stiamo già rovinati. Lo sapete che c'è il coprifuoco, che la sera si spara?».

A Miano pronte le barricate

La tensione è altissima. I cittadini di Miano sono pronti a impedire fisicamente l'arrivo dei nomadi nella caserma. Le operazioni di sistemazione dei locali sono già cominciate.

Invece di darci una mano ci porta pure i rom

«A Miano non c'è niente: i trasporti sono inesistenti, ci sono rifiuti, non c’e` uno spazio verde dove portare i bambini. E il sindaco che fa? Anziche´ darci una mano ci porta pure i rom? No, questo è troppo. Siamo pronti a tutto pur di difendere il nostro territorio».